Lotta all'abusivismo edilizio| Incontro Bazzi-Vadalà-Messina

Lotta all’abusivismo edilizio| Incontro Bazzi-Vadalà-Messina

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L'assessore Agata Bazzi
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Alla base dell'incontro lo stato d'esecuzione dei provvedimenti di sequestro che sono stati disposti per edifici del Centro Storico che costituiscono pericolo per la pubblica e privata incolumità.

IL VERTICE
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PALERMO – Ieri pomeriggio l’Assessore Agata Bazzi, l’Arch. Valentina Vadalà, l’Arch. Nicola Di Bartolomeo e il Comandante della Polizia Municipale Vincenzo Messina hanno avuto un incontro presso la Procura della Repubblica con il Procuratore aggiunto Dott. Leonardo Agueci e con il Sostituto procuratore Dott. Daniele Paci.

Argomento dell’incontro è stata la situazione del contrasto e della repressione dell’abusivismo edilizio. Due i principali temi affrontati: lo stato di esecuzione dei provvedimenti di sequestro che sono stati disposti per edifici in Centro Storico che costituiscono pericolo per la pubblica e privata incolumità; le possibilità di incrementare il controllo e i provvedimenti conseguenziali sia relativamente all’edilizia pericolante, sia per quanto riguarda l’abusivismo edilizio.

Come è noto, i due argomenti sono spesso collegati in quanto, come nel caso di via Bagolino, gli interventi non autorizzati di manomissione delle strutture o di sopraelevazione rendono gli edifici pericolosi. Per quanto riguarda i provvedimenti di sequestro ne sono stati già eseguiti 14, l’ultimo stamattina in piazza Garraffello angolo via dei Cassari.

Si prevede di eseguirne altrettanti nel prossimo mese. “È evidente che i sequestri e la loro esecuzione – afferma l’Assessore – sono una misura estrema il cui scopo è la rimozione delle condizioni di pericolo del Centro Storico”.

Le indagini vengono svolte sulla base delle segnalazioni dell’inadempienza alle Ordinanze sindacali di messa in sicurezza a loro volta basate sulla Mappa del Rischio in centro storico dove gli edifici pericolosi sono indicati con il colore rosso. I 480 edifici rossi presenti nel 2009 oggi sono ridotti alla metà. Ciò è stato possibile grazie soprattutto all’azione dei privati che hanno ottemperato alle ordinanze di messa in sicurezza o hanno fatto più radicali interventi di ristrutturazione. Per i 241 edifici rimanenti si continuerà a procedere con la verifica delle ordinanze e con la segnalazione alla Procura delle eventuali inottemperanze.

“E’ auspicabile – prosegue la Bazzi – che i proprietari intervengano, anche perché la rimozione spontanea del pericolo consente la definizione rapida del procedimento penale e l’immediato dissequestro del bene. Le strutture comunali offrono la massima disponibilità a coloro che desiderano ottenere informazioni su tutti gli aspetti tecnici e procedurali della questione”.

L’obiettivo è un’azione concorde per risolvere definitivamente il problema dell’edilizia pericolante in Centro Storico. A tal fine i rappresentanti della giustizia, dell’amministrazione e i tecnici comunali hanno stabilito di accelerare il processo in corso, attraverso l’incremento del personale e una maggiore disponibilità di risorse.


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