CALTAGIRONE – I lavoratori della Gia hanno inviato una lettera al Prefetto. Pubblichiamo integralmente.
Noi sottoscritti dipendenti della G.I.A. s.p.a. , ribadiamo la situazione drammatica, disperata e insostenibile che ormai viviamo da mesi. Pur garantendo puntualmente il servizio con senso di responsabilità e spirito di sacrificio, consci del delicato lavoro che svolgiamo, gestendo un Servizio Pubblico Essenziale, continuiamo a non percepire gli stipendi; ormai gli stipendi maturati e non percepiti, raggiungono le 22 mensilità. Cosa ancor più grave è il nostro futuro incerto, visto che nella trattativa di passaggio del depuratore, dall’IRSAP al comune di Caltagirone, i lavoratori non vengono presi in considerazione. Quindi oltre al danno la beffa, pur continuando a garantire il servizio pubblico, evitando gravi danni per i cittadini della città di Caltagirone, senza percepire alcuna retribuzione, non veniamo neppure presi in considerazione per l’eventuale futura gestione del depuratore, anche se in possesso di alte specializzazioni. La nostra società continua a pagare le materie prime, le manutenzioni e inspiegabilmente le consulenze esterne e non gli stipendi dei dipendenti. Tali comportamenti calpestano la nostra dignità di lavoratori e la dignità delle nostre famiglie, ormai ci sentiamo sfruttati e ostaggi di tutta questa vicenda. Dopo avere chiesto aiuto alle istituzioni, enti regionali e locali, da questi abbiamo ricevuto solo risposte negative, anzi ci siamo resi conto di essere gli unici a pagare le conseguenze di una situazione paradossale, che nessuno è riuscito ancora a risolvere. Siamo preoccupati, in quanto le azioni che andremmo a intraprendere, possano degenerare e portare anche a gesti disperati dettati da una situazione ormai insostenibile. Per quanto espresso sopra comunichiamo con rammarico, che se non avremmo risposte entro il 25 febbraio, giorno in cui è stato proclamato lo sciopero, manifesteremo la nostra vicenda con dei presidi H24 nelle sedi della Prefettura di Catania , del comune di Caltagirone e con una occupazione dell’impianto di depurazione, non garantendo più il servizio che fino ad oggi abbiamo svolto con senso di responsabilità.

