Alla fine della storia, sotto la cenere delle primavere che furono, mentre il vento scompagina vecchie foto in bianco e nero, emerge il profilo di qualcosa che somiglia alla verità. Leoluca Orlando non ha mai desiderato davvero un ritorno sulla poltrona di sindaco di Palermo. A un certo punto, l’eventualità si stava comunque concretizzando per una serie di incastri. Ma sarebbe stata una discesa in campo riluttante. Il Professore (così lo chiamano) sa per primo che esiste un tempo per ogni stagione. Qualche settimana fa aveva confidato ai vicini: “Ho i figli, ho i nipoti. Il lavoro di primo cittadino è massacrante”. Era un invito: lasciatemi stare, Palermo è un orizzonte tremendo.
Oggi, dopo la riunione dei vertici dell’Idv, il passo indietro dovrebbe ricevere il crisma dell’ufficialità. Casomai, Orlando è irritatissimo per l’anticipazione della faccenda incautamente fornita da Antonio Di Pietro, l’altra sera, in diretta dalla Gruber. Il segretario Idv ha parlato della Borsellino, di Bersani, di Palermo. Nessun cenno al suo campione. Oltretutto, al Professore è stato tolto l’effetto sorpresa, ancorché di un segreto di Pulcinella. Per un personaggio pubblico che coltiva un certo gusto della scena, sarebbe stato auspicabile e godibile un finale diverso, con l’inquadratura sul suo viso tanto palermitano e non sulle guance rotondette del molisano Tonino. Insomma, uno sgarbo per niente attenuato da un comunicato di parziale rettifica, assai pasticciato.
Leoluca Orlando e Rita Borsellino si sono sentiti ieri al telefono. Lui le avrebbe garantito il suo appoggio, confermando tutto. Nell’ambiente del centrosinistra, si attende con apprensione. Il mantra, la frase ricorrente è: con Orlando non si può mai sapere. Ma questa appare davvero la fine della storia. Le foto in bianco e nero svolazzano. L’uomo che è stato sindaco, non vuole più fare il sindaco. Forse.

