CALASCIBETTA – La Dia di Caltanissetta ha sequestrato beni per un valore stimato di 800 mila euro a Carmelo Bruno. 63 anni, è stato condannato in via definitiva perché ritenuto il referente di Cosa Nostra nel piccolo centro dell’Ennese. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Caltanissetta, chiesto proprio dalla direzione investigativa, assieme ai magistrati della Dda.
Bruno è stato arrestato nel 2019 e condannato per associazione mafiosa nella cosiddetta ‘operazione Cerberus’, condotta dagli agenti della squadra mobile di Enna e del Commissariato di Leonforte. I beni sarebbero tutti riconducibili a lui. Si tratta di un’impresa agricola, nove fabbricati, circa 35 ettari di terreno, sei mezzi agricoli e diversi rapporti bancari.
Il procedimento a Caltanissetta
Il sequestro apre adesso il procedimento per la richiesta di confisca dei beni, che si svolgerà dinanzi ai giudici del Tribunale nisseno, stessa sezione ma giudicante. Bruno è difeso dall’avvocato Giuseppe Lo Vetri.
Già nel 2022, nei confronti di Bruno, era stata disposta la sorveglianza speciale per due anni e sei mesi, perchè ritenuta l’elevata pericolosità sociale. Le indagini patrimoniali, come detto, sono state condotte dalla Direzione investigativa antimafia di Caltanissetta, diretta dal capocentro, il colonnello della Guardia di Finanza Giuseppe Ialacqua.
L’ipotesi: una sproporzione tra redditi e beni
Secondo gli investigatori, sarebbe emersa una sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati. Bruno è stato ritenuto componente sin dagli anni ’90, poi principale esponente della famiglia di Calascibetta. Tra i vari elementi a suo carico, c’erano le dichiarazioni rese da un imprenditore, che ha riferito di fatti accaduti a Calascibetta, dove stava eseguendo dei lavori di fornitura di calcestruzzo.
L’indagine allora fece emergere la presenza di un referente mafioso, Bruno, che voleva incontrarlo. L’obiettivo sarebbe stato sottomettere l’imprenditore al pagamento del pizzo, anche in previsione di lavori più importanti che dovevano essere eseguiti a Calascibetta. In altre conversazioni intercettate, Bruno avrebbe manifestato la volontà di interessarsi ai nuovi lavori che dovevano essere avviati nel territorio xibetano.

