"Persone portano avanti le cose" | Gli omissis che spaventano i boss - Live Sicilia

“Persone portano avanti le cose” | Gli omissis che spaventano i boss

Giovanni Lucchese

Il pentito Giovanni Lucchese sposta in avanti le indagini sulla mafia di Brancaccio.

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PALERMO – Il pubblico ministero Francesca Mazzocco gli chiede se ci siano mafiosi ancora in libertà che stanno proseguendo il lavoro di chi è finito in carcere. Giovanni Lucchese risponde senza esitazione: “Ci sono persone che fanno parte… girano per interessi comuni di queste famiglie… presumo che siano loro che stanno portando avanti queste cose”. Seguono pagine di omissis. Perché il nuovo pentito di Brancaccio conosce il nome di chi comanda nel mandamento mafioso. Finora è stato reso noto un solo verbale, ma la sua collaborazione è ancora alle battute iniziali. Un verbale che è stato ritenuto ininfluente per la decisione dai giudici che stanno processando i presunti affiliati al mandamento mafioso di Brancaccio.

Potrebbe significare che i giudici ritengono già cristallizzata la posizione degli imputati. E allora le dichiarazioni di Lucchese diventerebbero importanti per quei personaggi i cui nomi restano coperti dagli omissis nel verbale che il mensile S in edicola pubblica integralmente.  

È cresciuto in mezzo ai mafiosi, Giovanni Lucchese che tutti chiamano Jhonny. Li ha visti commettere efferati delitti e ha deciso di prenderne le distanze. Figlio dell’ergastolano Nino, nipote di Giuseppe che nel 1987 uccise la madre del dichiarante, sposato con la figlia del capomafia Francesco Tagliavia che non ha seguito la scelta del marito: Lucchese rompe con il mondo in cui è nato e cresciuto. “Ho sempre vissuto con una certa tensione di vedere dei modi di fare di arroganza e prepotenza – racconta – a seguire sempre le cose sbagliate, deve vincere la parola in più, sei fai diversamente sei sballato, cretino, vinceva il male, è un male che hanno dentro”.

Lucchese non ha dubbi: è il cognato Pietro Tagliavia l’ultimo capomafia di Brancaccio. Un incarico che ha preso “da quando è uscito che è uscito dal 41 che era a Sulmona con mio padre”. Ha preso il posto di chi? “Di un certo Sacco, lui c’aveva tanti contrasti, perché da quello che so, che ho subito, ho subito un mancanza di rispetto… con questo Sacco come tutti, quando vengono arrestati e poi salgono… ci sono le altre persone che emergono, si passano i capricci di tutte cose… degli asti, magari quello ci ha domandato soldi a quello, quello ha fatto questo e fanno quello che vogliono perché al potere ci sono loro”. 


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