CORLEONE (PALERMO) – La tradizione mafiosa si tramanda. Tre persone sono state arrestate per mafia a Corleone. Fra di loro c’è Mario Grizzaffi, 60 anni, nipote di Totò Riina.
In carcere finiscono pure, Pietro Mariscalco 63 anni e Mario Gennaro. Ci sono altri tre indagati a piede libero: Giovanni Gennaro, 47 anni, Francesco e Liborio Spatafora, padre e figlio, di 77 e 47 anni, per i quale il giudice per le indagini preliminari Claudia Rosini ha respinto la richiesta di misura cautelare in carcere per il primo e agli arresti domiciliari per gli altri due.
“Dominio mafioso”, estorsioni e danni
È una mafia arcaica quella ricostruita dalla direzione distrettuale antimafia di Palermo e dai carabinieri della compagnia di Corleone. Una mafia fatta di estorsioni, furti e danneggiamenti di mezzi di aziende agricole. Un mezzo danneggiato appartiene ad una cooperativa che lavora in un terreno confiscato alla mafia. Ci sono poi le estorsioni ai danni dei negozianti locali, alcuni dei quali costretti a dilazionare i debiti degli indagati.
I mafiosi decidono la controversie per i confini terrieri e gestiscono le compravendite. Un controllo rigidissimo.
Non a caso il gip ha ritenuto necessaria la misura cautelare per fermare quello che definisce il “perpetuarsi del dominio mafioso”.
Chi è il nipote di Totò Riina
Grizzaffi è figlio di una sorella del capo dei capi morto in cella. Già in passato era stato arrestato per mafia e nel 2019 gli erano stati sequestrati beni per mezzo milione di euro.

