Nessuna ingerenza mafiosa | L'Esiea torna nella Formazione

Nessuna ingerenza mafiosa | L’Esiea torna nella Formazione

Nessuna ingerenza mafiosa | L’Esiea torna nella Formazione
L'assessorato regionale alla Formazione
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite:
quando cercherai
una notizia, ci troverai
più facilmente.
AGGIUNGI

Non c'è rischio di infiltrazioni mafiose all'Esiea di Agrigento. La Regione sta per riaccreditare l'Ente di formazione professionale. Era stata un'informativa atipica a fare scoppiare la bomba il 23 gennaio scorso. I corsi dovranno ripartire.

PALERMO – Non c’è rischio di infiltrazioni mafiose all’Esiea di Agrigento. La Regione sta per riaccreditare l’Ente di formazione professionale. Era stata un’informativa atipica a fare scoppiare la bomba Esiea il 23 gennaio scorso, quando il dipartimento per l’Istruzione e la formazione professionale della Regione aveva deciso di sospendere un finanziamento da 380 mila euro in favore dell’ente.

Ora le cose sono cambiate. La stessa prefettura, infatti, ha dato il via libera all’Esiea. La nuova informativa è positiva. E il dipartimento della Formazione sta studiando come restituire i finanziamenti bloccati e riavviare i corsi. Servirà una deroga visto che le lezioni sono rimaste al palo per mesi.

L’Esiea è un nome storico nella formazione professionale. La sua attività inizia nel 1984 quando, ad Agrigento come in altre città siciliane, imprenditori e sindacati di categoria hanno deciso di dare vita alle scuole edili. In particolare, nasce dall’intesa fra Ance, Feneal Uilm, Filca Cisl e Fillea Cgil. Il nome dell’ente era finito nell’informativa cosiddetta “atipica” della prefettura.

Fino a febbraio scorso c’erano due tipi di informative antimafia. Oggi, in virtù delle nuove regole del Codice antimafia, esiste solo quella “tipiche”. E cioè, quelle da cui l’infiltrazione mafiosa emerge in maniera chiara, tanto da fare scattare subito la misura interdittiva della revoca di un contratto. Un esempio: il titolare dell’impresa che ha stipulato un contratto con la pubblica amministrazione è stato arrestato oppure ha subito un provvedimento di sequestro. Con le nuove regole sono andate in soffitta le informative “atipiche”, quelle sulle base delle quali, non essendoci elementi tali da giustificare un provvedimento interdittivo, il prefetto trasferiva alla stazione appaltante il compito di valutare discrezionalmente le sorti del rapporto con l’impresa.

Come dire, gli indizi non erano certi ma bisognava prendere una decisione. Che nel caso dell’Esiea era stata quella di sospendere l’erogazione dei fondi e revocare l’accreditamento. Una decisione drastica sulla scia della stretta annunciata in quei giorni dal governatore Rosario Crocetta. I vertici dell’Esiea, però, hanno contestato punto per punto i passaggi della nota prefettizia. La Prefettura nei giorni scorsi ha emesso una nuova informativa. Stavolta positiva. Cosa c’era scritto nella prima relazione? Tra i dieci consiglieri dell’Esiea veniva indicata la presenza di Giulia Castro. “È figlia – si leggeva nell’informativa – di Castro Calogero, classe 1930, nonché coniugata con Maurizio Picconello Palumbo, classe 1960, entrambi facenti parte della compagine societaria – proseguiva la nota – della Sapicc srl, con sede a Favara, nei cui confronti questa Prefettura ha rilasciato certificazione antimafia interdittiva, tenuto conto della presenza fra i titolari di quote sociali di esponenti della nota famiglia mafiosa dei Pitruzzella (vedi Maxi processo alla mafia e il processo scaturito dall’operazione Camaleonte del 6 marzo 2007) e delle accertate cointeressenze economiche con altre imprese operanti nel medesimo settore per le quali non può essere escluso il pericolo di infiltrazione mafiose nelle scelte gestionali”. I Pitruzzella, attraverso alcune imprese – e l’informativa lo ricordava – erano riuscite ad aggiudicarsi una serie di appalti pubblici, fra il 2001 e il 2004, con la formula della somma urgenza “evidenziando una ragnatela di interessi economici che legavano l’amministrazione comunale di Campobello di Licata con la mafia”.

Altro consigliere su cui si era concentrata la prefettura era stato Domenico Rizzo “legato da rapporti di parentela – recitava l’informativa – con soggetti titolari di quote sociali nella Eli Restauri srl, con sede ad Agrigento, nei cui confronti questa Prefettura ha rilasciato nel 2010 certificazione antimafia supplementare atipica ritenuta legittima dal Tar e confermata dal Cga. In particolare, in quell’informativa venivano evidenziate le frequentazioni con persone controindicate, alcune imputate per mafia (tra le quali i Pitruzzella)”.

Infine, nella relazione dell’ottobre 2012 veniva sottolineato “che tra le frequentazioni del sindaco effettivo Guido Sinatra vi sono i fratelli Traina di Porto Empedocle, dei quali Giorgio, classe 1958, tratto in arresto per associazione mafiosa nell’operazione di polizia denominata Nuova cupola del 2012”. E così la prefettura era arrivata alla conclusione che “non si esclude il pericolo di permeabilità a possibili tentativi di infiltrazione mafiosa nella gestione dell’impresa”

L’11 febbraio scorso l’Esiea ha riunito un consiglio di amministrazione. Rizzo e Sinatra si sono dimessi dalle cariche di componente del Consiglio di amministrazione e del Collegio dei sindaci. Dimissioni già presentate in precedenza dal consigliere Castro. Rizzo ha “disconosciuto la fondatezza e la pertinenza dell’informativa che si riserva di impugnare nelle sedi opportune”. Diverso il caso di Sinatra,: altro che frequentazione con la famiglia Traina. L’avvocato era il curatore del fallimento di Francesco Traina.. Una circostanza, quest’ultima, confermata anche da una sentenza del Tar che aveva annullato l’informativa prefettizia.

E per dimostrare la loro buona fede i vertici dell’Ente hanno hanno approvato un codice etico, stilato dall’avvocato Andrea Dell’Aira, che ha assistito l’Ente in questi mesi. Altro non è che una stretta “sulla onorabilità e l’affidabilità” di chi deve ricoprire cariche all’interno dell’Ente.

 


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI