Mafia e politica, il candidato arrestato e la strage a cui scampò

Mafia e politica, il candidato arrestato e la strage a cui scampò

Salvatore Ferrigno riuscì miracolosamente a salvarsi.
LA STORIA
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PALERMO Salvatore Ferrigno, il candidato alle elezioni regionali arrestato ieri per voto di scambio politico- mafioso, rimase ferito nella strage di Fiumicino. Così viene ricordato l’attentato del 1985 all’aeroporto di Fiumicino. Il 27 dicembre un commando palestinese che faceva capo al terrorista Abu Nidal piombò nello scalo romano. Gli uomini armati di bombe e kalashnikov uccisero 16 persone. Gli obiettivi erano la compagnia israeliana El Al e la TWA.

Oltre 70 feriti. Tra questi c’era Ferrigno a cui lo Stato italiano riconobbe una invalidità. Fu raggiunto dalla pioggia di fuoco, ma scampò alla morte. Si trovava in aeroporto per uno dei tanti spostamenti fra gli Stati Uniti e Carini, sua città di origine dove contava di raccogliere il consenso elettorale che lo avrebbe portato all’assemblea regionale siciliana. Era candidato nella lista degli autonomisti nello schieramento di centrodestra.

Da ieri Ferrigno si trova in carcere perché, grazie all’intermediazione di Piera Loiacono, avrebbe comprato un pacchetto di voti dal mafioso Giuseppe Lo Duca.


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