Mafia, scontro Uditore-Porta Nuova | Un bacio per siglare la pace - Live Sicilia

Mafia, scontro Uditore-Porta Nuova | Un bacio per siglare la pace

I verbali del neo pentito del Borgo Vecchio, Francesco Chiarello, partono dal 2010 e arrivano fino ai giorni nostri. Tirano in ballo i nomi di persone condannate e di altre assolte. Aggravano la posizione di chi ha già avuto guai con la giustizia. La replica del legale di Costa: "Dichiarazioni infondate". 

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PALERMO – I clan di Uditore e Porta Nuova arrivarono ai ferri corti per un affare di droga. Poi, i capi misero a tacere le tensioni e fu siglata la pace in un’autofficina. I verbali del neo pentito del Borgo Vecchio, Francesco Chiarello, partono dal 2010 e arrivano fino ai giorni nostri. Tirano in ballo i nomi di persone condannate e di altre assolte. Aggravano la posizione di chi ha già avuto guai con la giustizia.

Chiarello ha le idee chiare su chi comanda all’Uditore: “Questo qua è Salvatore Sansone (dice quando gli mostrano la foto di uno degli arrestati del blitz Verbero dei carabinieri ndr), capofamiglia, sia lui che suo fratello Alessandro, della famiglia dell’Uditore, erano loro che reggevano la zona dell’Uditore”.

Alessandro Sansone era finito sotto accusa nell’inchiesta Hybris del 2011. Assolto in primo grado l’anno scorso è stato condannato in appello: “… io con questo ragazzo (il pentito sta parlando di Salvatore Sansone ndr) non ho mai avuto a che fare, io ho avuto a che fare con suo fratello Alessandro, circa nel febbraio 2010… dovevano dare 14 mila euro a Luigi Giardina, sia lui, Alessandro Sansone, ed un certo Alessandro Costa, ci dovevano pagare 200 grammi di cocaina a Luigi Giardina e Andrea calandra”.

Fu l’inizio delle scintille. Giardina, cognato di Gianni Nicchi, viene pesantemente tirato in ballo dal neo pentito. Alcuni mesi fa è stato condannato in appello per mafia, dopo che in primo grado il reato era stato derubricato nel meno grave favoreggiamento. Assieme a Calandra, arrestato nel blitz delle scorse settimane, Giardina, secondo Chiarello, avrebbero gestito gli affari della droga: “ Che cosa succede? Che Luigi Giardina manda a chiamare a Francesco Arcuri (altro nome noto alle forze dell’ordine ndr), perché che cosa succede? Che Gregorio Di Giovanni (in carcere con l’accusa di avere retto in passato il mandamento di Porta Nuova ndr) ad Alessandro Sansone non lo voleva toccato, lo voleva bene… Luigi ci dice: ‘Ma come mai i piccioli ancora non li avete portati?’ a Sansone Alessandro… “.

E così arrivò la convocazione per chiarire il mancato pagamento per una fornitura di droga: “Manda a chiamare Luigi Giardina a Francesco Arcuri e Francesco Arcuri mi dice a me: ‘ Rintraccia Alessandro subito e li porti all’officina… si sono visti in questa officina da Calandra Andrea… Arcuri m’ha mandato a me a rintracciare Alessandro Sansone e Alessandro Costa…”.

Anche Costa era già finito nei guai. Se l’era cavata con un’assoluzione in primo grado e in appello. Chiarello ne sposta l’operatività fino a pochi mesi fa: “… c’è pure Alessandro Costa che spaccia, ha la piazza all’Uditore, fino ad oggi, diciamo, fino al 2014 (notizie che il pentito dice di avere saputo in carcere ndr)…”.

Poi il picciotto del Borgo torna a parlare delle tensioni fra i clan: “Luigi ci disse: ‘Ma come finì con i piccioli?, dice lui: ‘Tu m’addumanni puru i piccioli? Mi rasti tutta munnizza…”. Sansone non avrebbe avuto alcuna intenzione di pagare per roba che riteneva di pessima qualità, fino a definirla spazzatura. E lo avrebbe detto chiaramente a Giardina: “… io non ti ho mandato la roba indietro… perché io quando vedo a te, e come viriri a Ganni’ (Gianni Nicchi, verso cui tutti mostrano grande rispetto ndr)… e Francesco Arcuri ci fa: ‘No perché Gregorio è un pochettino seccato con tutti sti discorsi che ci sono’, allora dice ‘datevi la mano, vasatevi non c’è più niente?”.

Gregorio Di Giovanni non gradiva contrasti, e un qualcuno avrebbe deciso di fare un passo indietro: “… Alessandro Sansone gli dice: ‘Luigi, non ti preoccupare, che in questi giorni ti faccio avere i soldi, però chiudiamo i ponti’, significa che non si vedevano più ed hanno fatto questa pace così”.


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