"Vi dico chi sono i nuovi boss" | Il primo verbale del pentito Zarcone - Live Sicilia

“Vi dico chi sono i nuovi boss” | Il primo verbale del pentito Zarcone

Il neo pentito Antonino Zarcone

ESCLUSIVO. Il primo verbale dell'ex capomafia di Bagheria, Antonino Zarcone, è datato 29 settembre. Parla di pizzo, armi, summit e dell'asse con i boss palermitani.

COSA NOSTRA TREMA
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PALERMO – Pizzo, armi, summit e contatti costanti con i boss palermitani. Il primo verbale di Antonino Zarcone è datato 29 settembre. La sua collaborazione con la giustizia è iniziata una manciata di giorni fa.

Diciotto pagine, per lo più omissate, dalle quali emerge con chiarezza lo spessore del collaboratore di giustizia di Bagheria. Le sue dichiarazioni confermano che anche la Cosa nostra palermitana ne sarà travolta. Il capomafia vuota il sacco perché, dice, vuole un futuro diverso, per se stesso e per chi gli sta vicino. Vuole liberarsi del peso che porta dentro.

Il suo racconto comincia con la conferma di avere avuto “un ruolo direttivo nel mandamento di Bagheria nel 2011”. Nella popolosa cittadina alle porte di Palermo comandava un triumvirato: “La co-reggenza fra me, Messicati Vitale Antonio e Di Salvo Giacinto consisteva in una divisione di ruoli”. Il suo era particolarmente delicato: “Io ero incaricato dei rapporti con i palermitani, Messicati Vitale si occupava dei contatti con i mandamenti fuori Palermo (Misilmeri etc) e Di Salvo delle estorsioni e dei lavori all’interno della famiglia di Bagheria. Il vero capo, però, era Nicola Greco che si relazionava con Di Salvo Giacinto”.

Le citazioni, dunque, confermerebbero il ruolo apicale che i carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo hanno attribuito a ciascuno dei personaggi tirati in ballo da Zarcone. Sono tutti in carcere, tranne Messicati Vitale, tornato libero per decorrenza dei termini di custodia cautelare dopo essere stato arrestato a Bali.

Zarcone fa alcuni cenni sulle estorsioni subite da due imprenditori edili: “Io autorizzai Pietro Liga a portare avanti la richiesta estorsiva ma poi, non avendo notizie, chiesi a Daniele Lauria informazioni e appresi che l’imprenditore era nelle sue mani e che aveva già pagato il pizzo a Pietro Liga”. E qui spunta il primo contatto con la mafia palermitana, visto che Lauria viene considerato affiliato alla famiglia di Palermo Centro, mandamento di Porta Nuova.

Pizzo e tragedie. Perché “Liga negò l’attività estorsiva, camuffandola con un prestito personale. Riferì allora a Lauria che l’imprenditore non era a posto e questi chiuse l’estorsione, tramite Paolo Suleman, a 4 mila euro all’anno. Suleman, però, non portò il denaro e successivamente tramite Michele Armanno si ottennero 4000 mila euro per la messa a posto. Ancora dopo la responsabilità della messa posto transitò nelle mani di Franco Lombardo”.

Ed ecco altri due nomi pesanti della mafia palermitana: Armanno è considerato il capo mandamento di Pagliarelli, ai cui ordini rispondeva lo stesso Suleman, indicato al vertice della famiglia di corso Calatafimi. La seconda estorsione di cui parla Zarcone “fu chiusa con 30 mila euro per la messa a posto e 8 mila euro di mediazione per Vincenzo Urso. I soldi mi furono recapitati in più tranches, prima 8 mila euro, poi dieci mila, successivamente altri dieci mila. I soldi della messa a posto confluirono nella cassa di Bagheria e furono utilizzati per il mantenimento dei familiari di Pino Scaduto, all’epoca detenuto”.

Con Scaduto, un tempo capomafia di Bagheria, si apre l’elenco di personaggi sui quali Zarcone risponde in maniera secca. Una girandola di nomi:“Salvatore Giuseppe Bruno era vicino a Sergio Flamia (anche lui oggi è un collaboratore di giustizia ndr) ed era a sua disposizione anche se con lui non ha avuto rapporti diretti. Bruno si occupava di sale giochi e gli interessi in tale settore erano curati da Flamia”; “Cirrincione Michele è interno a Cosa nostra, famiglia di Villabate, a disposizione di Lauricella Salvatore, nel settore delle estorsioni”; “Gagliano Vincenzo era vicino a Sergio Flamia e il Flamia era solito utilizzare il supermercato del Gagliano per incontri. Il Gagliano si metteva a disposizione anche con me per organizzare appuntamenti sia miei che di Di Salvo”; “Girgenti Silvestro è un mio caro amico. Ho usufruito del suo locale per effettuare degli appuntamenti. Non ho mai incaricato Girgenti di commettere reati”; “Umberto Guagliardo è un ragazzo a disposizione di Franco Lombardo… nel settore dei furti, delle rapine, delle estorsioni”.; “Rosario La Mantia è un personaggio vicino a Cosa nostra già ai tempi di Pino Scaduto. È riuscito a ottenere, attraverso l’imposizione di Pino Scaduto e Pietro Granà, un lavoro in un cantiere. Ha gestito anche una parte in una vicenda estorsiva. Non ha avuto un ruolo formale in Cosa nostra anche sera vicino a molti elementi al vertice dell’organizzazione”; “Pietro Liga non è uomo d’onore anche se fa parte di Cosa nostra con compito di esattore del pizzo”; “Franco Lombardo fu affiliato da me, Gino Di Salvo e Tonino Messicati Vitale. Il suo padrino fu Gino Di Salvo”; “Su Driss Mozdahir riferisco che si occupava di furti e rapine ed era usato dalla famiglia mafiosa per controllare il territorio e comunicare i movimenti delle forze dell’ordine”; “Salvatore Lauricella è un uomo d’onore della famiglia di Villabate, molto legato a Messicati Vitale. Si occupava di estorsioni e fungeva da tramite per contati con uomini d’onore di Palermo”.

Infine cita due personaggi, anche questi considerati legati al clan di Bagheria e già in cella. Dichiarazioni che aprono ulteriori spunti di riflessione. I mafiosi hanno continuato ad incontrarsi senza soluzione di continuità: “Vincenzo Graniti è a me molto vicino e l’ho utilizzato per accompagnarmi agli incontri di mafia in quanto non attenzionato dalle forze di polizia. Ho incaricato Graniti di custodire delle armi per mio conto, che questi ha poi riconsegnato a Sergio Flamia. Tali armi erano più che altro pistole (circa 10) che ho reperito per il tramite di Messicati Vitale Antonino e Pietro Lo Coco”. I boss bagheresi non solo si incontravano, ma erano pronti a sparare.

E poi conferma che gli equilibri e le gerarchie dei clan mafiosi vengono decise dall’alto: “Di Salvo Giacinto, dopo l’arresto di Pino Scaduto, ha comunicato di essere stato incaricato di gestire la famiglia di Bagheria, coordinandosi con Giovanni Trapani di Ficarazzi. Con lui mi sono coordinato successivamente e Di Salvo ha sempre tenuto la cassa del mandamento”. Qualcuno, dunque, aveva deciso che Di Salvo doveva diventare il nuoco capo della famiglai di Bagheria.


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Commenti

    Voltare le spalle allamafia conviene. vengono pagati dallo Stato e non fanno galera

    c’è da augurarsi che dica la verità… certo gli investigatori sanno il fatto loro e non credo si basino solo su quello che dice lui. se pensiamo che Riina dal carcere con prospettiva di starci una vita non trova di meglio da fare che organizzare stragi capiamo il livello di follia di queste persone e conseguentemente di inaffidabilità…

    Quanno si parra i mafia nuddu commenta, pi cazzati siiii.
    LA MAFIA E’ UNA MONTAGNA DI MERDA

    Lavori forzati a vita per sta gentaglia e buttate le chiavi delle loro catene!!!

    Che cose importanti! Fate solo ridere! In un paese dove si parla di “trattativa stato mafia” chi può essere più credibile? Giudici forze dell’ordine politici funzionari dello stato ecclesiastici…..e bla bla bla

    E continuano a chiamarsi uomini d’onore…

    Non siete uomini. E non avete onore nè dignità.
    Siete solo feccia, da eliminare.

    Io non capisco perché un tipo del genere debba avere tali benefici
    Non capisco perché una nazione debba mettere sugli allori un personaggio di tale rilievo
    Non capisco perché tutti si dichiarano pentiti degli atti delittuosi commessi solo e soltanto quando vengono arrestati
    Prima dell arresto invece fanno i Totò riina di turno
    Lo stato e questo tipologia di persone si possono definire solo in un unica maniera “BUFFONI”
    Il ladro deve fare il ladro
    Il poliziotto deve fare il poliziotto ma purtroppo in Italia alcune volte ci si dimentica dei propri ruoli e Si invertono
    ” bella cosa “

    Ne abbiamo le scatole piene di questi quattro mafiosi quaquaraquà e dello stato che secondo me potrebbe fare tanto di più per sconfiggere in maniera incisiva la mafia e il pizzo. So che nei paesi arabi se rubi una cosa ti tagliano la mano, l’Italia è un paese troppo permissivo, ci vorrebbe più rigore, leggi inasprite e più forze dell’ordine per le strade. Politici onesti, fatevi sentire con Roma, fatevi inviare personale.

    Anche se hanno preso questo pentito lo stato non farà niente per fermare questa organizzazione,sicuramente lo stato e la mafia si mettono d’accordo.la mafia gli consegna pesci piccoli e lo stato da garanzie alla mafia per fare altri colpi di appalti e di spaccio, tra loro sono tutti amici e sanno chi devono toccare e chi no,quindi anche se quello a parlato la situazione non cambia!

    Questa terra, quando non esisteranno più i siciliani, sarà bellissima. Chi si è pentito è solo un delinquetello in salsa sicula. Gli altri somigliamo molto a lui e nuotano come noi nello stesso brodo di coltura. Solo che, facciamo affari sporchi, senza sporcarci le mani di sangue. La mafia verrà sconfitta, quando anche l’ultimo siciliano sarà eliminato. Stesso discorso vale per i professionisti dell’antimafia. Questi ultimi se la godono, quanto i mafiosi e quanto quelli che apparentemente non stiamo nè da una parte, né dall’altra.

    fermo restando che, chissà perchè, Messina Denaro non si pente e questo di pente…non è che c’entra qualcosa l’arresto?

    L’italia che deve cambiare ? Ok diamo inizio sul serio…raggruppiamo sti parassiti che manteniamo in galera e lasciamoli in liberia . Svuoteremmo carceri a costi minimi e donerremmo la libertá avendo pietà di questo cancro della nostra sicilia onesta e sofferente

    Volevo dire ad alessandro lavarsi la bocca prima di parlare cosi male dei siciliani xche nn siamo tutti uguali ok. Ora io nn sò di quale paese di …. Sei ma stai tranquillo che noi abbiamo la nomina e voi fate i fatti

    Ha ragione all’80%. Sciacquatela tu la bocca quando parli contro chi dice cose inconfutabili. Siamo solo mafia e panelle, a tutti i livelli.

    nn si commenta x il semplice fatto che questa gente nn va considerata….è gente che al minimo tentativo di sopruso andava lapidata…ma siccome c’è altrettanta gente vigliacca che li ha sempre riveriti…eccoci qua…

    Rivolgo un appello un auspicio e una esortazione a tutti gli operatori economici della città di Palermo;ricordatevi che l’unione fa la forza,quindi se gli uomini del racket delle estorsioni dovessero chiedervi il pizzo denunciateli agli estorsori sin dalle loro prime richieste estorsive e fatelo in massa per ritrovarvi in tanti e uniti(ricordatevi che ora a Palermo ci sono le associazioni Antimafia ed Antiracket tipo “Addiopizzo” e “Libero Futuro”)e così Cosa Nostra finirà di esistere ma per fare in modo che le attività investigative delle forze dell’ordine finalizzate all’arresto degli estorsori siano portate a compimento è fondamentale che voi operatori economici denunciate alle forze dell’ordine(affinchè esse facciano delle intercettazioni ambientali e vengano subito filmati identificati ed arrestati gli estorsori di Cosa Nostra appena ritornano per riscuotervi i soldi del pizzo cioè dell’estorsione dopo che la prima volta vi fanno e vi chiedono la richiesta estorsiva in qualunque forma e in qualunque modo)le richieste estorsive dei vostri estorsori sin dalle loro prime richieste(estorsive) o chiamate inquietanti di richieste indirette,e anche solo per richieste indirette tramite chiamate telefoniche( per richieste indirette mi riferisco se dovessero chiamarvi per dirvi si cerchi un amico,si metta a posto,si deve mettere a posto,lei si deve mettere in regola o lei si metta in regola,c’è bisogno dell’autorizzazione da parte dello zio di turno di quartiere o di persone importanti ed autorizzate che diano il permesso,lei per lavorare qui deve pagare)per poterli fare arrestare tutti e rendere le attività investigative più efficaci possibili senza il rischio che ci possano essere in giro persone pericolose pronte a vendicarsi con ritorsioni,danneggiamenti e scongiurare ed evitare eventuali violenze,quindi capite bene che per distruggere Cosa Nostra Palermo e per non avere rischi bisogna denunciare le richieste estorsive e gli uomini del Racket sin da subito insieme con denunce di massa(dicendo alle forze dell’ordine tutto quello che sapete sui vostri estorsori,eventuali nomi,cognomi, e anche eventuali soprannomi,aspetto fisico,connotati fisici,età approssimativa per fornire maggiori informazioni possibili e acquisizione di elementi investigativi alle forze dell’ordine al fine di dargli manforte ed un contributo investigativo notevole e considerevole per poterli fare arrestare)ed i luoghi di ritrovo adesso come potete capire ci sono e sono le varie associazioni Antiracket ed Antimafia citate in precedenza,quindi iscrivetevi ad Addiopizzo(se non lo avete ancora fatto)e ricordatevi che più pentiti dissero che non entravano nei negozi che mostravano nelle vetrine il marchio di Addiopizzo,dissero saremmo stati dei pazzi ed avremmo rischiato solo camurrie(ossia essere denunciati)quindi capite bene che essere iscritti ad Addiopizzo è un deterrente che tiene lontani gli estorsori Mafiosi di Cosa Nostra Palermo e inoltre essere iscritti ad Addiopizzo è anche gratuito,adesso il terreno per denunciare gli estorsori di Cosa Nostra è veramente fertile quindi denunciateli sin da subito gli estorsori di Cosa Nostra Palermo

    Che vite sprecate ed ignobili. Conigli che devono nascondersi. Che discorsi si potrebbero fare a gentaglia così?! Cosa c’è da dire ai mafiosi?!? Nulla. Avvertano il profondo disprezzo della gente.

    Sarebbe un enorme peccato se non fossero mai esistiti Luigi Pirandello, Giovanni Verga, Vincenzo Bellini, Salvatore Quasimodo, Renato Guttuso, Gesualdo Bufalino, Vitaliano Brancati, Antonello da Messina, Vincenzo Consolo, Alessandro Scarlatti e così via. Te lo dico schiettamente: tu non conosci né la Sicilia nè i siciliani.

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