CATANIA – È stato annunciato per il pomeriggio di oggi un sopralluogo in Sicilia del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, accompagnato dal capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano. Alle 15.15 sul lungomare di Santa Teresa Riva. Ed alle 16.15 sul lungomare di Ognina-Catania, particolarmente colpite dall’ultima ondata di maltempo, con il devastante Ciclone Harry.
Si comincia a fare la conta dei danni: una prima stima parla di almeno mezzo miliardo di interventi economici necessari.
Intanto, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha telefonato al sindaco di Catania, Enrico Trantino, e al sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, tra i territori più colpiti dalle forti mareggiate che nelle scorse ore hanno interessato i borghi marinari lungo la costa ionica siciliana, per esprimere la propria vicinanza alle comunità coinvolte e assicurare l’impegno del Governo a sostegno dei cittadini e delle imprese colpite. Lo comunica in una nota il Ministero.
Pogliese: “Solidarietà a famiglie e imprese”
“In merito alla violenta ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Sicilia occorre dimostrare, non soltanto a parole, ma con fatti concreti la solidarietà nei confronti di chi ha vissuto il dramma delle proprie abitazioni distrutte, delle aziende messe in ginocchio e delle infrastrutture gravemente danneggiate. Ho molto apprezzato l’intervento del presidente del Senato Ignazio La Russa che in apertura della seduta ha espresso vicinanza e solidarietà ai territori colpiti dalla furia del maltempo.
Adesso non è il momento delle polemiche ma quello di pensare alla ricostruzione. È giusto che il governo stanzi i fondi necessari per chi è stato danneggiato, per ricostruire e per rendere nuovamente fruibili importanti collegamenti come sulla Catania Messina. Sono certo che il governo farà la sua parte e che il ministro Musumeci sarà parte attiva, come sempre, per concertare gli interventi da effettuare . Un plauso e un ringraziamento doveroso a tutti i soccorritori, alla protezione civile, ai vigili del fuoco, ai sindaci e ai Comuni che sono stati in prima linea a fronteggiare un’emergenza irripetibile”.
Lo ha detto il senatore Salvo Pogliese intervenendo nell’aula di Palazzo Madama sull’ondata di maltempo che ha colpito la fascia ionica della Sicilia.
Barbagallo: “Risorse e interventi tempestivi”
“Il ciclone Harry si è abbattuto nel Meridione e in particolare in Sicilia. I danni sono ingenti, si stima intorno al mezzo miliardo di euro. Da stanotte non esiste più la marineria di Aci Castello, narrata da Giovanni Verga, ne ‘I Malavoglia’. Così come il porto Rossi a Catania, di Riposto, quello di Ortigia, i borghi Acesi, il lungomare di Mascali, Giardini, Taormina, Sant’Alessio, Furci e Santa Teresa.
Distruzione e danni enormi anche a Marzamemi, il borgo reso celebre da Salvatores con la pellicola ‘Sud’, che oggi è stato evacuato e sommerso. Per non parlare dei luoghi di Montalbano colpiti anch’essi. Una Sicilia spezzata in due, con la linea ferroviaria Messina-Catania-Siracusa interrotta e devastata e strade statali sprofondate. In un territorio già fragile e arido di finanziamenti per grandi infrastrutture, in cui la politica regionale si caratterizza per mance e mancette e dove il dirigente del dipartimento regionale della protezione civile è citato più volte nelle pagine delle inchieste sulla correzione in Regione, servono risorse certe, immediate e procedure semplici e veloci per garantire credibilità alle istituzioni”. Così il deputato del Pd Anthony Barbagallo, intervenendo in Aula per chiedere un’informativa urgente al governo e in particolare al ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, sui danni causati in Sicilia dal ciclone Harry.
Lo Schiavo: “Siamo vulnerabili”
Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale CISAL Catania, riflette sulla lezione imposta dalla forza della natura. “La forza della natura trova l’uomo impreparato”, afferma, sottolineando come eventi estremi come quelli delle ultime ore rivelino la fragilità umana di fronte a forze naturali immense. “Nonostante i progressi tecnologici e scientifici, restiamo vulnerabili davanti a cataclismi che non possiamo controllare. Tali emergenze obblighino l’uomo a confrontarsi con i propri limiti”.
Raia: “Un disastro in tutta la provincia di Catania”
“Il ciclone Hanry ha lasciato dietro di sé un grave disastro in tutta la provincia di Catania, colpendo in modo particolare i comuni che si affacciano sulla Riviera Ionica.
Vedremo quanto tempo impiegheranno il governo nazionale e quello regionale a garantire un concreto supporto a questi territori duramente colpiti, ai cittadini e alle imprese che ora devono affrontare spese enormi per potersi rialzare.
Nel frattempo, esprimo la mia solidarietà e vicinanza a tutte le persone che hanno subito danni a causa del ciclone e voglio, altresì, ringraziare tutti coloro che si sono prodigati in questi difficili giorni per soccorrere, aiutare e sostenere coloro che erano in difficoltà”. Lo scrive in una nota l’ex deputata regionale Concetta Raia.
Santa Teresa di Riva: “Danni per 55 milioni di euro”
“La situazione qui è tragica, la burrasca ha fatto moltissimi danni e ci vorranno diversi mesi per ripristinare ogni cosa: Da una prima stima i danni ammontano a 55 milioni di euro. Anche oggi abbiamo dovuto per precauzione fare evacuare delle persone che non erano in sicurezza. Siamo riusciti con grandissimo sforzo a restituire la luce e l’acqua al 70 per cento della popolazione, ma ci sono tanti danni a strutture pubbliche e private, prime fra tutte il lungomare”. A dirlo Danilo Lo Giudice, sindaco di Santa Teresa di Riva, nel Messinese, uno dei comuni più colpiti dall’ondata di maltempo dei giorni scorsi.
“C’è – prosegue – anche un autobotte dei vigili del fuoco che sta distribuendo 33 mila litri di acqua e ci sta dando una grande mano per aiutare la popolazione. Aspettiamo più tardi l’arrivo del ministro Musumeci al quale chiederemo gli aiuti strutturali da parte del Governo. Ho parlato anche al telefono col presidente Schifani al quale abbiamo chiesto quali provvedimenti la Regione intende prendere, e più tardi ci farà sapere. Siamo disperati per la situazione”.

