La mamma di Domenico in tv: "Mio figlio non va dimenticato"

La mamma di Domenico: “Mio figlio di 11 anni mi ha detto: fagliela pagare”

Mamma di Domenico
Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo ospiti a "Domenica In"
TELEVISIONE
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4 min di lettura

“Nessuna altra famiglia deve soffrire come stiamo soffrendo noi”. A parlare così, a “Domenica In”, è stata Patrizia Mercolino, mamma di Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni morto a causa di un trapianto di cuore con un organo danneggiato eseguito all’ospedale Monaldi di Napoli. Ad accompagnarla negli studi televisivi, il marito Antonio e l’avvocato Francesco Petruzzi.

“Se continuo ad andare in tv non è per farmi vedere ma per mandare avanti l’immagine di Domenico e la fondazione che sto cercando di creare a nome suo per non dimenticare la sua storia e per aiutare i bambini vittime di malasanità”, ha spiegato la donna.

La mamma di Domenico ripercorre il calvario del figlio

Fino al 23 dicembre 2023, la sua è una famiglia felice. “Andava tutto bene”, fino a quando Domenico, a quattro mesi, comincia a piangere tutto il giorno. Patrizia capisce subito che qualcosa non va. “Sono corsa all’ospedale, a Nola – ha raccontato – Mi sentivo qualcosa, non lo so spiegare. E infatti quando siamo arrivati al pronto soccorso, lui era diventato bianco con le labbra viola. Gli hanno fatto la visita al cuore e mi ha detto: ‘Signora, c’è qualcosa che non ci convince. Subito al Monaldi’”.

“Erano le 2 di notte e siamo andati al Monaldi in ambulanza – ha continuato – Appena l’hanno visto, hanno detto: ‘Subito in terapia intensiva’. Hanno chiuso la porta e sono rimasta seduta per terra sino alle 7 del mattino sentendo mio figlio che piangeva. Alle 7 è uscito il dottor Esposito e ha detto: ‘Al 50% Domenico muore’. Mi è crollato il mondo addosso. Siamo rimasti in ospedale sino al 3 maggio”.

Mamma di Domenico
Antonio Caliendo (Foto da video)

La mamma di Domenico e quella brutta sensazione prima dell’intervento

La diagnosi è impietosa: miocardiopatia dilatativa. “È nato con questa patologia ma alla nascita non si sarebbe potuta vedere, sarebbe uscita fuori con l’età avanzata – ha spiegato la mamma di Domenico – Quando è uscito dall’ospedale, i primi mesi sono stati difficili perché non poteva correre, non poteva sudare, non poteva affaticarsi. Aveva le sue medicine, facevamo sempre controlli. Sono riuscita a gestire la malattia e a fargli vivere una vita come tutti i bambini. Aveva una voglia di vivere pazzesca, era un guerriero”.

“Sapevo che senza un trapianto non sarebbe arrivato a 5 anni – ha aggiunto – Il 22 dicembre 2025 ci hanno chiamato per dirci: ‘C’è un cuore nuovo per Domenico’. Sono sincera, non volevo portarlo, ho pianto notte e giorno, avevo una brutta sensazione. Una mamma dovrebbe essere felice ma io non riuscivo a viverla bene. A volte mi do la colpa di non aver seguito quella sensazione”.

“Anche io volevo portarlo via”, le ha fatto eco il marito Antonio che, per tutto il blocco dedicato alla tragica scomparsa del figlio, non è riuscito a parlare.

“Ho sempre sperato che si salvasse”

Nella mente e nel cuore di Patrizia Mercolino è rimasto scolpito il momento in cui ha salutato il figlio prima che entrasse in sala operatoria: “Domenico era sul lettino, era sedato e appena mi ha visto mi è saltato in braccio e ha detto: ‘Mamma, mamma’. Quella è stata l’ultima volta che mi ha abbracciato”.

“Finita l’operazione è uscita la dottoressa e ha detto: ‘Signora, abbiamo un problema: il cuore non parte’ – ha ricordato la mamma di Domenico – Dico la verità, lì l’ho aggredita verbalmente ma penso sia una reazione più che normale. Ha aggiunto che dovevano attaccarlo all’ecmo, sperando o che il cuore ripartisse o che arrivasse un cuore nuovo”.

“Da lì è iniziato tutto il calvario di 60 giorni – ha proseguito – Io ho sempre sperato che lui si salvasse e che fosse trapiantabile. Abbiamo scoperto che il cuore era arrivato congelato dai giornali il 7 febbraio, ma non ho perso mai la speranza, fino a quando non è arrivato il secondo cuore. Lì mi sono sentita presa in giro”.

L’avvovato: “Il ghiaccio secco non è l’unico problema”

“Domenico è stato vittima di una serie di concause – è intervenuto l’avvocato Petruzzi – l’ultima delle quali è stato l’espianto anticipato del suo cuore prima di verificare le condizioni del nuovo. Il ghiaccio secco non è l’unico problema. Nessuno ha monitorato la temperatura durante il trasporto e il box non era conforme neanche alle linee guida del 2018″.

Mamma di Domenico
Francesco Petruzzi (Foto da video)

La mamma di Domenico: “Credo ancora nella sanità”

Patrizia Mercolino ha confidato come ha comunicato agli altri suoi due figli che Domenico non c’era più: “Non volevo che lo sapessero dalla televisione. Alla piccolina ho detto: ‘Domenico è diventato un angioletto’. Lei ha pianto, l’ho fatta sfogare e adesso bacia le foto del fratellino. Al più grande, che ha 11 anni, ho detto che ‘almeno non soffre’ e lui ha risposto: ‘Mamma, fagliela pagare’. Vuol dire che ha capito tutto”.

“Quando è morto, ho fatto due promesse a Domenico. La prima è che avrebbe avuto giustizia, la seconda che nessuno lo avrebbe dimenticato – ha confessato – Ormai è entrato nel cuore di tutti e ci rimarrà. Quello che è successo a lui non deve succedere più a nessun altro bambino”.

“Per me devono pagare solo le persone che hanno sbagliato con mio figlio. Per il resto, io credo ancora nella sanità e soprattutto nella donazione degli organi, perché mio figlio aveva bisogno di un trapianto”, ha concluso la mamma di Domenico.


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