Palermo, tentato omicidio in discoteca: 10 anni a Maranzano

La saga Maranzano: tentato omicidio in discoteca, condannato a 10 anni

femminicidio
L'imputato ferì a coltellate un buttafuori

PALERMO – La pena è pesante: 10 anni per tentato omicidio, due in più della richiesta della Procura. Ed è già scontato di un terzo così come previsto per chi sceglie il rito abbreviato. Il giudice per l’udienza preliminare ha condannato Angelo Maranzano per l’accoltellamento di un buttafuori della discoteca Country di Palermo, avvenuto ad aprile dell’anno scorso.

L’imputato affondò la lama nella pancia della vittima dopo che gli era stato impedito di entrare nel locale. Confessò, ma disse di avere agito per paura. Prima del tentato omicidio erano volati calci e pugni e Maranzano disse di avere tirato fuori il coltello temendo di soccombere.

La condanna, contro cui l’avvocato Alfonso Papa farà ricorso in appello, alimenta la saga della famiglia Maranzano dello Zen. L’imputato, 24 anni, ex promessa del pugilato che ha indossato anche la maglia della Nazionale, è cugino di Gaetano Maranzano, assassino reo confesso di Paolo Taormina, ucciso davanti al pub di famiglia all’Olivella, il 12 ottobre scorso.

I fratelli di Angelo, Letterio e Pietro Maranzano, sono stati condannati per il tentato omicidio di Antonino e Fabrizio Colombo, padre e figlio, commesso nel 2021.

Angelo Maranzano è imputato per droga anche in uno dei processi nati dal blitz dei 181 del febbraio dello scorso anno. Dietro i traffici di stupefacenti ci sarebbe la regia dei boss del mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo.


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