"Mercimonio all'ospedale Civico"| L'ex primario condannato a pagare

“Mercimonio all’ospedale Civico”| L’ex primario condannato a pagare

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Mario Re, ex primario dell'Ospedale Civico
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Commenti

    “Da qui la condanna nonostante il difensore di Re abbia contestato la prescrizione del danno erariale e cercato di smentire la responsabilità dell’ex primario nella sottoscrizione degli ordini. Inevitabile il ricorso in appello.”

    e allora chi ordinava i presidi? In ospedale gli ordini di acquisti di materiale specialistico li firma il direttore della U.O. sennò l’ufficio Provveditorato li ritorna indietro.

    Nelle Aziende Ospedaliere gli ordini che comportano esborso di denaro pubblico devono essere controllati, valutati per quello che concerne la necessita’, la congruita’ delle somme rispetto ai prodotti ordinati.
    negli enti pubblici del settore sanitario si devono potenziare i controlli interni sull’impiego del denaro pubblico per evitare sprechi, intrallazzi, ruberie.
    L’intervento provvidenziale della Magistratura penale e contabile da solo se non e’ coadiuvato dal potenziamento dei controlli interni ripara solo parzialmente e con tempi non brevi il danno economico prodotto.
    Ogni utilizzo di denaro pubblico deve essere controllato e laddove dovessero ravvisarsi modalita’ di utilizzo illecite gli Organi di controllo devono segnalare la mala-gestio ai vertici dell’Ente che immediatamente devono autodenunciarsi alla Corte dei conti.
    La trasparenza gestionale dell’ente e’ l’unica strategia efficace per controllare l’utilizzo del denaro pubblico.

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Certa politica protegge le mafie, le mafie non prosperano senza il consenso della politica. Per cambiare bisogna eliminare vertici sbagliati. Fare scelte oneste, sensate rispettose. Fin ora non è cambiato niente. Scegliete meglio. Scegliete gli onesti.

Credo che a seguito di queste dichiarazioni tutti i rappresentanti di partito debbano manifestare apertamente, senza invidia, senza paura della competizione, a prescindere dagli ideali (qualora incarnati nel senso del dovere), solidarietà palese al dr. Ferrandelli. Ci vuole una "rivoluzione" del pensiero e dell'azione inequivocabile. I rappresentati di quartiere organizzino manifestazioni contro il pensiero mafioso, contro l'atteggiamento mafioso. Questa Deve essere"L'ESTATE CALDA DELL'ANTIMAFIA" che apra un modello di intervento capillare di ripristino della legalità e di incremento degli interventi psico-sociali. Il Monito doloroso di Monsignor Lorefice è chiaro e incisivamente profondo. E' un segno del Non ritorno. È ora di agire con coscienza, con responsabilità senza ma e senza se. ADESSO PALERMO RISORGA!

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