Palermo, mafia e droga: il boss si è "preso tutto il pallino"

Da Porta Nuova a Brancaccio, il boss si è “preso tutto il pallino nelle mani”

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Antonino La Mattina
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La chat della droga svela chi comanda

PALERMO – Era già emerso l’anno scorso, ora arriva una conferma investigativa. I mafiosi di diversi mandamenti fanno cartello per gestire al meglio gli affari della droga anche se c’è chi sembra avere un potere maggiore. Ed è il boss di Porta Nuova Tommaso Lo Presti, soprannominato “il pacchione”.

La torta è talmente ampia da accontentare tutti. Vincenzo Petrocciani, ultimo pentito di Brancaccio, ha raccontato che Alessandro Scelta, uno dei 26 arrestati di ieri, gli avrebbe consegnato “due, tre chili di cocaina a settimana”. Inizialmente pagava “41 mila al chilo”, ma poi “il prezzo è sceso, a dicembre 2024 mi ha consegnato sette chili e li ho pagati 31.000 al chilo”.

Ed è proprio da Scelta che Petrocciani avrebbe saputo della confidenza di un altro uomo forte dei traffici di droga: “Giuseppe Bronte aveva ricevuto l’appoggio di Cosa Nostra nella persona di suo zio Masino Lo Presti, al quale veniva destinata parte dei guadagni o, in alternativa, mezzo chilo di cocaina”. Una ricostruzione ancora da verificare, una parentela che appare fumosa.

Un altro arrestato, Antonino La Mattina, raccontava di avere saputo da Guglielmo Rubino, soprannominato l’attaccante, che si era “preso tutto il pallino nelle mani… lui ha avito lo sta bene che può rifornite tutta Palermo, cioè Palermo Centro glielo deve dire al ‘parente’, Brancaccio glielo deve dire deve al ‘parente’, tutto Palermo ti giuro”. Il ‘parente” è davvero Masino Lo Presti, tornato in carcere a febbraio dell’anno scorso nel blitz dei 181″.

Una cosa è certa, ed è l’esistenza del cartello. Il 6 febbraio 2024 è stata registrata una conversazione tra il reggente di Tommaso Natale-San Lorenzo Nunzio Serio e il sui braccio destro Francesco Stagno che hanno commesso un errore fatale. Mentre discutevano di carichi di droga con il calabrese Emanuele Cosentino sono emersi chiari riferimenti alle comunicazioni riservate con gli altri boss.

“Tu sei uscito qua pure mi… mi ha oscurato a me”, diceva Serio. E mostrava il cellulare a Stagno. “… guarda… gli utenti hanno lasciato la chat… ma che minchia dici”. Mentre tentavano di ripristinare la connessione hanno svelato i nomi dei partecipanti. E cioè il gotha mafioso del momento: Tommaso Lo Presti (“il pacchione… ora fa quarant’anni di matrimonio”), Guglielmo Rubino, reggente del mandamento di Santa Maria di Gesù (“Guglielmo per noi si leva la vita”), Cristian Cinà, della famiglia di Borgo Vecchio (“Cristian Borgo Vecchio”), Giuseppe Auteri, a quel tempo latitante, ai vertici del mandamento di Porta Nuova (“fratello Peppe”).

La torta degli affari della droga è enorme. Da ieri in 26 non possono più prendere parte alla distribuzione.


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