Matteoli: "nessuno ci fermerà" | Ciucci: "pronto entro il 2017" - Live Sicilia

Matteoli: “nessuno ci fermerà” | Ciucci: “pronto entro il 2017”

Ponte sullo stretto
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E’ cominciata sotto il segno della proteste degli attivisti della “Rete No-Ponte” la presentazione della squadra al Palacultura di Messina. “Non ci sarà niente e nessuno che bloccherà la realizzazione del ponte che nel gennaio del 2017 sarà pronto” ha controbattuto il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli. “Oggi è un giorno diverso, rispetto alle altre presentazioni che abbiamo fatto, perché oggi viene presentata la squadra di chi realizzerà l’opera illustrando le modalità e i tempi per affrontare i problemi che riguardano il progetto” ha aggiunto Pietro Ciucci, amministratore delegato della società “Ponte Stretto”. Una delegazione del manifestanti, dopo continue insistenze, è stata accompagnata dalle forze dell’ordine all’interno del Palacultura, per assistere alla presentazione del progetto del Ponte, con il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli.

Il ministro della Infrastrutture, Altero Matteoli

Il ministro della Infrastrutture, Altero Matteoli

Matteoli. “Il ponte non creerà problemi, anzi con il ponte si realizzeranno opere che serviranno a tutta la provincia di Messina” ha detto il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, durante la presentazione del progetto. Ai giornalisti che gli hanno chiesto se è preoccupato per il ricorso al Tar della Regione Calabria, Matteoli ha risposto: “Mi preoccupa tutto perché ho senso di responsabilità, ma una cosa è chiara: non ci sarà niente e nessuno che bloccherà la realizzazione del ponte che nel gennaio del 2017 sarà pronto”. Il ministro ha poi chiarito che non ci sono al momento rilievi da parte della Corte dei Conti sulla realizzazione dell’opera. “In Calabria – ha aggiunto – i lavori sono già iniziati, in estate cominceranno anche qui a Messina. I soldi ci sono tutti anche quelli necessari ai lavori propedeutici. Il ponte come tutti sanno non costerà allo Stato ma sarà il mercato che lo pagherà”.

Ciucci. “A chi ci critica per quel che riguarda i problemi ambientali – ha detto l’ad della società “Ponte Stretto” – ricordo che ci sarà un monitoraggio ambientale sullo stato dei cantieri che costa 30 milioni di euro: questo fa capire quanta importanza è data alla difesa dell’ambiente. Non ci sono più dubbi il ponte si farà, i lavori finiranno nel gennaio 2017; noi stiamo operando con contratti vincolanti, stiamo parlando di un progetto in fase di realizzazione, abbiamo metodi, costi e clausole da rispettare”. Ai manifestanti che protestano contro la realizzazione del ponte Ciucci replica: “non conoscono come si fanno le opere, non tutti possono fare gli ingegneri o gli esperti di monitoraggio ambientale. La legge obiettivo prevede questa modalità realizzativa: prima c’é il progetto preliminare che é stato già approvato dai massimi organismi italiani e dal Cipe sotto l’aspetto finanziario tecnico ambientale; abbiamo fatto poi una gara che è durata due anni e abbiamo coinvolto tutti i principali operatori mondiali: vedrete dal curriculum chi ha vinto la gara che è in grado di realizzare l’opera. Adesso dal 1 febbraio è partita la realizzazione del progetto definitivo che verrà terminato entro sei mesi e poi partirà la realizzazione dell’opera nel gennaio del 2011”.

Grande opera di ingegneria civile. “Il ponte sullo Stretto costituisce una sfida sotto il profilo tecnico e ingegneristico e segna una tappa fondamentale nell’evoluzione delle tecnologie e dell’ingegneria civile, rappresentando un esempio insuperabile di ponte sospeso a campata unica, un’opera straordinaria sotto il profilo tecnico, organizzativo, finanziario e ambientale”. E’ quanto dicono in una nota Alberto Rubegni, amministratore delegato di Impregilo e Carlo Silva, presidente dell’associazione temporanea di imprese Eurolink. Impregilo, primo general contractor in Italia, guida il consorzio di imprese che realizzerà il Ponte sullo Stretto. Il consorzio è formato dalla spagnola Sacyr S.A., da società Italiana Condotte, da cooperativa Cmc., dalla giapponese Ishinkawajima Harima H.I., da Argo costruzioni del gruppo Gavio. La società progettista del Ponte è la danese Cowi, che ha progettato lo Storebealt in Danimarca.

L’impegno delle ferrovie. “Ci sono cantieri aperti in Sicilia per quel che riguarda le Ferrovie per un importo di due miliardi di euro”. A dichiararlo è l’amministratore delegato di Rfi, Mauro Moretti, a Messina, durante la presentazione del progetto sul Ponte sullo stretto. “C’é l’impegno di Ferrovie – ha detto Moretti – per il completamento del Corridoio 1 Berlino-Palermo”. Per quel che riguarda il ponte Moretti ha aggiunto: “non si dovranno realizzare solo le opere di congiunzione del ponte stesso, ma anche quelle infrastrutturali dell’Isola. Dobbiamo collegare le principali città siciliane, così come è stato fatto al Nord”.

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Commenti

    Sicilia, terra di contraddizioni e non-sensi!
    Ci si lamenta di essere fanalino di coda in molte [se non in tutte le] cose e poi si protesta contro la costruzione di un ponte per il danno ambientale che arrechera’.
    San Francisco, la cui baia e’ collegata dal suo enorme ponte rosso, ne ha guadagnato economicamente per la maggior celerita’ dei collegamenti tra le due sponde. Il giro di affari che vi si dipana e’ enorme. Turisticamente poi [il ponte] e’ uno dei maggiori luoghi di attrazione della California.
    Svezia e Danimarca sono collegate da un ponte lungo 16 chilometri con enormi vantaggi per ambo le parti. La Svezia ha 9 milioni di abitanti, la Danimarca ne ha 6.Pure l’ambiente ne ha guadagnato: la vita marina che prospera a ridosso dei piloni e’ floridissima.
    La Sicilia ha, piu’ o meno, 5 milioni di abitanti. Il giro di merci non e’ indifferente. Il ponte sullo stretto ne puo’ solo accelerare, con risparmio sui costi, il flusso. All’alba del 21′ secolo non ci si puo’ permettere di essere al margine dei margini d’Europa. Il ponte puo’ ridurre le distanze con susseguenti vantaggi sotto ogni punto di vista.
    E non venitemi a raccontare la m e g a b a l l a del danno ambientale perche’ e’ quella dannosa e non il ponte!
    Da che le civilta’ esistono e si sono evolute, i ponti, crocevia di incontri e diramazioni, sono esistiti e con essi il mondo e’ prosperato. Perche’ ancora una volta vogliamo chiudere le porte al progresso? Per farcele sfondare da chissa’ quale futuro, alieno invasore? E avere cosi’ una nuova scusa per protestare?!
    Attenzione, perche’ il futuro invasore, come tutti i precedenti, potrebbe essere molto ma molto intollerante.

    Concordo pienamente con quanto hai detto, Nino !
    PONTE SUBITO !

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