Maturità, conto alla rovescia per conoscere le materie della seconda prova

Maturità, conto alla rovescia per conoscere le materie della seconda prova

Interessati 500mila studenti
ISTRUZIONE
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ROMA – Ultime ore di attesa tra i 500mila maturandi che fremono per conoscere le discipline che il 19 giugno saranno oggetto della seconda prova scritta, scelte tra le materie caratterizzanti i diversi indirizzi di studio; la disciplina per l’eventuale terza prova scritta, prevista solo per specifici percorsi, come ad esempio i licei internazionali o le scuole con ordinamenti particolari; le quattro discipline oggetto del colloquio orale, che costituiranno la base del nuovo impianto dell’esame; le modalità organizzative del colloquio, che sarà strutturato in modo da valorizzare competenze trasversali, esperienze e collegamenti interdisciplinari.

Tutte queste informazioni saranno contenute nel decreto ministeriale che è deve essere reso noto dal ministero dell’Istruzione entro domani, 31 gennaio. La riforma dell’esame, che sarà per la prima volta operativa quest’anno, vede un cambio del colloquio orale: dalla Maturità 2026 infatti il colloquio si svolge su quattro discipline scelte annualmente dal ministero.

Il colloquio mira a verificare l’apprendimento in ciascuna disciplina, la capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite e di argomentare in modo critico e personale, nonché il grado di responsabilità e maturità raggiunto. Tiene conto poi dell’impegno dimostrato in ambito scolastico e in altre attività coerenti con il percorso di studio, nonché dell’impegno evidenziato dall’allievo in azioni particolarmente meritevoli.

La riforma prevede inoltre una commissione ogni due classi, con cinque membri: un presidente esterno, due membri esterni e due interni e una formazione specifica per i commissari. I percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto) sono stati ridenominati “formazione scuola-lavoro”, per evidenziare la stretta relazione che deve esservi tra formazione scolastica e mondo del lavoro. Infine, per i candidati che raggiungano almeno 90 punti complessivi tra credito scolastico e prove d’esame, la commissione può integrare il punteggio fino a un massimo di tre punti.

La riforma dell’esame prevede che quest’ultmo verrà considerato valido solo se il candidato svolge regolarmente tutte le prove previste: lo scorso anno, per protesta, alcuni studenti non avevano sostenuto l’orale e avevano preso ugualmente il diploma ma ora non sarà più possibile. Le commissioni d’esame saranno ridotte a cinque membri anziché sette, come era in passato. Contestualmente, aumentano le risorse per la formazione dei commissari: 3 milioni di euro nel 2026 e 11 milioni nel 2027. Rivisto anche il sistema dei punti bonus, che potranno essere assegnati ai candidati con un voto a partire da 90, e non più da 97.    

La formazione scuola-lavoro assume un ruolo importante, in quanto testimonia l’impegno in esperienze coerenti col percorso di studi Il Curriculum dello studente diventa elemento di valorizzazione nel colloquio orale.    Addio infine alla denominazione ‘esame di Stato’: si passa da quella definizione ufficiale, al ritorno alla dicitura: ‘esame di Maturità’


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