MESSINA – Gli incendi per il quarto giorno hanno ricominciato a non dare tregua a Messina, un nuovo vasto rogo si è sviluppato nel rione di Sperone e le fiamme stanno lambendo le case. Un altro incendio si sta sviluppando nel villaggio di Salice dove sono attivi i canadair. Intanto la Procura di Messina ha aperto un ‘inchiesta contro gli atti incendiari ancora contro ignoti.
Il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci che ieri aveva chiesto l’arrivo dei ‘cacciatori’ dei carabinieri oggi conferma dopo un colloquio con i vertici dell’Arma che gli è stato garantito che oggi arriverà il reparto speciale dei militari dell’Arma. “I cacciatori dei carabinieri – spiega Antoci – sferreranno un duro colpo a coloro che pensano di offendere il territorio e mettono in serio pericolo la vita dei cittadini. Chi pensa di offendere la Sicilia e i suoi cittadini incendiando e creando danni alla biodiversità per tanti anni avrà una vita difficile e come sempre la legalità trionferà”.
Ed è stato domato dopo nove ore il rogo che si è sviluppato nell’isola di Lipari. Il rogo ha impegnato per tutta la notte i vigili del fuoco, la forestale ed i carabinieri che con le sirene hanno allertato nel cuore della notte i residenti che nelle loro case non si erano accorti di nulla. L’ultimo focolaio è stato spento intorno alle 10, grazie anche all’intervento di un Canaider dei vigili che ha bombardato con gettiti di acqua le zone piu’ impervie della località di Quattropani. I danni sono ingenti: tre chilometri di macchia mediterranea ridotti in cenere, lambite villette e residence, distrutti vigneti e orti, serbatoi d’acqua e pali della luce. Le indagini dei carabinieri hanno accertato che anche questo incendio, il decimo che si è sviluppato nell’isola nelle ultime settimane, sarebbe di origine dolosa.

