MESSINA – “Senza entrare nel merito della vicenda, si rappresenta che Salvatore Cuzzocrea è, a tutt’oggi, docente in servizio dell’Ateneo e, come tale, può presentare istanze secondo quanto previsto dalle norme e dai regolamenti. L’istanza di cui si discute, presentata a dicembre 2025, è attualmente oggetto di istruttoria. L’amministrazione è tenuta a fornire un riscontro secondo le procedure e le competenze previste”.
Lo dice la rettrice dell’Università di Messina, Giovanna Spatari, dopo le polemiche sollevate dalla presentatazione dell’ex rettore Cuzzocrea, indagato, all’ordine del giorno del Consiglio di dipartimento di afferire a Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali dell’Università di Messina (Biomorf), e non a Chibiofaram, di cui Cuzzocrea faceva parte e che ha votato una delibera cosiddetta di “disafferenza”.
Messina, la polemica e l’inchiesta
L’inchiesta che coinvolge l’ex rettore ha portato, tra l’altro, alle decisione del Tribunale del riesame di sospendere per un anno Cuzzocrea “dall’esercizio della pubblica docenza in qualunque sede di ateneo del territorio nazionale”.
Un caso che induce il predecessore di Cuzzocrea al rettorato, Pietro Navarra, a rompere il silenzio e ad affermare che l’inserimento del punto all’ordine del giorno del Consiglio di dipartimento non può essere considerato “un adempimento automatico; anzi, una valutazione più prudente suggerisce che l’esame della richiesta, in questa fase, possa porsi in contrapposizione con esigenze di neutralità istituzionale, trasparenza e prudenza che l’amministrazione universitaria ha già correttamente dichiarato di voler presidiare su questa vicenda”.

