Messina: "Ufficio stampa abusivo" |D'Agata: "Verificherò di persona" - Live Sicilia

Messina: “Ufficio stampa abusivo” |D’Agata: “Verificherò di persona”

Il capogruppo di Area Popolare interroga l'assessore all'Ambiente su due giornalisti dell'ufficio. "Dove sono i contratti?" - chiede. D'Agata: "Mi risulta siano portavoce personali del sindaco". Anche Catania bene Comune chiede chiarezza.

Le accuse in Consiglio
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CATANIA – Una trasformazione. E’ quella che ha annunciato riferendosi a se stesso, il capogruppo di Area Popolare, Manlio Messina, a cominciare dalla seduta di stasera – sospesa, neanche a dirlo, per mancanza di numero legale. L’esponente dell’opposizione ha infatti affondato un colpo – atteso per la verità, date le ultime vicende relative al bando per la selezione di un addetto stampa all’Amt – nei confronti dell’ufficio stampa dell’amministrazione comunale, rivolgendo un’interrogazione all’assessore all’Ambiente Saro D’Agata.

Proprio l’esponente della giunta Bianco, infatti, stando a quanto riportato da Messina, quando era sindaco Umberto Scapagnini, aveva alzato la voce nei confronti del comportamento dell’amministrazione di allora per aver contrattualizzato diverse figure, tra cui tre giornalisti che lavoravano all’ufficio stampa. Alcuni dei quali, due in particolare, sarebbero oggi in forza, in maniera più o meno ufficiale, a Palazzo degli Elefanti.

“Nel 2011 – tuona Messina in aula – 21 assessori vengono condannati a pagare per danno erariale. All’epoca questo era possibile perché c’erano i contratti firmati – aggiunge – mentre oggi, a differenza di allora, si fanno entrare dalla finestra. Senza contratto. Due di loro, sono di nuovo al Comune. Questi signori hanno accesso alla password e scrivono decine di comunicati stampa per conto dell’amministrazione comunale. Assessore D’Agata, come mai questi signori utilizzano i mezzi e stanno seduti negli uffici? Secondo quale contratto? Secondo quale legge?”.

Li definisce abusivi, Messina, anche uno di loro ha un regolare contratto. Non con il Comune di Catania ma con l’Asec Trade, azienda partecipata dall’Ente. “Come mai l’ufficio stampa non firma gli articoli inviati? – incalza ancora Messina. È obbligatorio per tutti i giornalisti. E come mai abbiamo un’alta professionalità all’interno del Comune – conclude – e ora non si sa dove sia, sbattuto in chissà quale ufficio?”.

Nessun abuso, secondo l’assessore D’agata, che ha risposto all’esponente dell’opposizione spiegando che le persone in questione “è vero che frequentano il Palazzo – ha spiegato – ma non utilizzano attrezzature del Comune, ma quelle personali. Sono, da quanto mi risulta, portavoce personale del sindaco – ha aggiunto – ma verificherò di persona”.

Sull’argomento si è espresso anche Sebastiano Arcidiacono, vicepresidente del Consiglio comunale. “La comunicazione istituzionale è quella che dovrebbe essere super partes – afferma – ho evidenziato più volte la necessità che il consiglio comunale avesse un ufficio stampa.. Da qualche mese lo abbiamo. Ho presentato anche una mozione per valorizzare il personale interno al Comune. Ci sono persone estremamente valide, non tutte ma molte. E vanno valorizzate, utilizzate. La vicenda – conclude – al netto delle strumentalizzazioni, esiste e va affrontata”.

Presa di posizione anche da parte degli esponenti di Catania bene Comune, che chiedono chiarimenti non solo in merito a quanto denunciato da Messina, ma anche per quanto riguarda le affermazioni dell’assessore D’agata. “L’amministrazione comunale – scrivono – ha il dovere di fare chiarezza e il Sindaco della città, Enzo Bianco, ha l’obbligo morale e politico di riferire circa la situazione dell’Ufficio Stampa e delle nomine nelle società partecipate”.

La seduta è poi continuata regolarmente, con l’approvazione della proposta di deliberazione sull’atto di indirizzo illustrato in aula dall’assessore al Bilancio Giuseppe Girlando. Si tratta della sdemanialiazzazione di un tratto di terreno demaniale con passaggio tra i beni patrimoniali disponibili e successiva cessione a trattativa privata in conseguenza di atto di transazione di una controversia. L’aula si è espressa inoltre all’unanimità sull’ordine del giorno presentato dai consiglieri Carmelo Coppolino, Alessandro Messina e Giuseppe Castiglione, che impegna l’Amministrazione ad attenzionare e portare in aula in tempi brevi tutte le richieste analoghe presenti negli Uffici comunali del Patrimonio, così da “non creare disparità di trattamento”. La sospensione è arrivata sulla proposta di modifica del Regolamento sulla toponomastica, caldeggiato dai consiglieri Sebastiano Arcidiacono e Maria Ausilia Mastrandrea.

 

 


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