PALERMO – “Insieme al collega Fabrizio Donato assisto la famiglia cinese, titolare dell’attività commerciale che è andata completamente distrutta nel crollo della palazzina di giovedì scorso. La proprietaria è molto scossa e dispiaciuta per la perdita della dipendente”.
Lo dice l’avvocato Pietro Venuti, legale della titolare dello store cinese, Fenfen Yeng detta Viola, andato distrutto dal crollo dello stabile nel rione Pistunina a Messina.
“Messina, vibrazioni prima del crollo”
“Per fortuna i figli non erano presenti e non c’erano neanche i clienti – aggiunge il legale – altrimenti il disastro avrebbe coinvolto molte più persone. In questo momento la signora è disponibile ad essere ascoltata dall’autorità giudiziaria per ricostruire i momenti antecedenti al crollo. So, perché ce lo ha riferito la nostra assistita, che sentivano delle vibrazioni che erano costanti nei giorni precedenti e hanno dato comunicazione alla proprietà del palazzo, però erano stati rassicurati”.
“Appena hanno percepito i primi movimenti c’erano due o tre clienti all’interno dell’attività ma erano vicini all’uscita e si sono salvati. – ha proseguito – La titolare è fuggita, cosa che non ha potuto fare la dipendente. Al momento del crollo non c’è stato tempo di comunicare con i commessi”.
“Chiederanno un risarcimento perché hanno perso tutto, ma al momento devono riprendersi perchè sono scossi dalla morte della commessa che era anche un’ amica”, ha concluso.
Estratto il corpo della quarta vittima
I vigili del fuoco hanno estratto il corpo, privo di vita, di Sara Leone, sorella di Rosa.
Sale quandi a quattro il bilancio delle vittime. Oltre a Sara Leone sono stati recuperati l’imprenditore Carmelo Leone, proprietario dell’immobile, venerdì scorso, Rosa Leone e Alessandra Frazzica, giovane commessa del negozio situato al piano inferiore, estratte senza vita sabato.
Dispersi risultano ancora due uomini: Santino Magazzù e il collaboratore domestico Lhairu Warnakulasuriya.
Il giorno degli interrogatori
Prosegue l’inchiesta della Procura di Messina. Oggi sono iniziati gli interrogatori. Il primo ad essere sentito è stato l’ingegnere Pietro Leone, 72 anni, che dopo essere stato sentito è andato via con il suo avvocato e non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
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Interrogato anche l’imprenditore Alessandro Panarello, 54 anni, mentre l’imprenditore Pasquale D’Alì sarà interrogato nei prossimi giorni perché è ancora ricoverato in ospedale.
Sono tutti iscritti nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.



