MESSINA – Sara Campanella lo aveva respinto e Stefano Argentino l’avrebbe assassinata a coltellate. Non lontano dal policlinico di Messina dove frequentavano lo stesso corso di laurea. Lei, originaria di Portella di Mare, frazione di Misilmeri, aveva 22 anni, lui, nato a Noto, è cinque anni più grande di lei.
È la drammatica ricostruzione di un delitto efferato. Di una studentessa braccata da un collega. Di momenti di terrore e violenza inaudita.
Decisiva è stata la collaborazione dei testimoni che hanno assistito in diretta al femminicidio. Non sono rimasti in silenzio. Hanno prima chiamato i soccorsi, poi tentato di bloccare il presunto assassino in fuga e infine ne hanno fornito una precisa descrizione. Nel frattempo i carabinieri avevano iniziato ad acquisire le immagini delle telecamere di videosorveglianza.
È stato “un ragazzo con capelli corti, un giubbotto e uno zaino scuri”, ha detto uno dei presenti. Un altro ha aggiunto di averlo visto allontanarsi con un “taglierino” in mano.
“Basta, lasciami, basta”, urlava la ragazza. Un attimo dopo Sara Campanella era “piegata su se stessa”. Il sangue aveva già inondato i vestiti che aveva addosso. Due colleghe e amiche di Sara hanno fornito un movente preciso.
Sin dal primo anno, ora frequentava il terzo, Sara era stata vittima delle attenzioni moleste di un loro collega di corso, Stefano Argentino. Era ossessionato e ossessivo. Le chiedeva di uscire, voleva approfondire il loro rapporto. Non si fermava neppure di fronte ai netti rifiuti della ragazza. La prova è nei messaggi audio che Argentino le aveva inviato e che Sara ha condiviso con le amiche. La vittima non aveva mai denunciato il suo assassino, probabilmente era convinta di potere gestire e contenere la sua invadenza.
Era molesto, tanto che un’amica era intervenuta all’università per allontanarlo. Argentino si era avvicinato a Sara, chiedendole perché mai avesse smesso di sorridere quando lo incontrava. Il pomeriggio del delitto Argentino aveva chiesto all’amica dove si trovasse la vittima.
Sara ha inviato un messaggio audio: “Dove siete che sono con il malato che mi segue”. Aveva capito di essere in pericolo? Alcune telecamere di sorveglianza in effetti lo hanno ripreso al Policlinico, davanti al Bed&breakfast “Il Quadrifoglio” e a un distributore di benzina Q8, fra viale Gazzi e via consolare Valeria.
Argentino si è appostato e ha pedinato Sara al termine delle lezioni. Ad un certo punto l’ha fermata e hanno iniziato a discutere. Sara ancora una volta si è allontanata. Argentino l’ha sorpresa alle spalle. La studentessa lo ha strattonato, tentando una fuga disperata.
È stata nuovamente bloccata e colpita. Ha percorso pochi metri, poi si è accasciata a terra. Stamattina il fermo del 27enne accusato di omicidio eseguito dai carabinieri del comando provinciale di Messina, coordinati dal procuratore Antonio D’Amato e dal sostituto Alice Parialò.

