Micciche e gli stipendi Ars | "Don Scordato, non scherziamo"

Micciche e gli stipendi Ars | “Don Scordato, non scherziamo”

Micciche e gli stipendi Ars | “Don Scordato, non scherziamo”
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite:
quando cercherai
una notizia, ci troverai
più facilmente.
AGGIUNGI

La polemica sulle retribuzioni. Un'altra puntata.

La replica
di
1 min di lettura

PALERMO- “Caro don Scordato ho esitato finora ad intervenire sulla vicenda dei tetti degli stipendi dei dipendenti dell’Ars, ma vorrei ricordarle che qui non scherza nessuno e che ci sono persone che si stanno riducendo le retribuzioni autonomamente, senza alcuna legge che lo imponga”. Lo afferma il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè commentando la trattativa in corso per la riduzione degli stipendi dei burocrati di Palazzo dei Normanni e replicando a don Cosimo Scordato, parroco di San Francesco Saverio di Palermo, dopo la lettera del segretario generale dell’Ars, Fabrizio Scimè, che aveva invocato lo stop ai “processi pubblici condotti a mezzo stampa”.

“Meritiamo rispetto – aveva detto Scimè – Stiamo cercando di introdurre limiti stipendiali a contratti in corso, preoccupandoci di contemperare le esigenze di solidarietà e contenimento della spesa con i diritti dei lavoratori”. Parole definite dal parroco “giochetti”. “In nessun’altra parte d’Italia si stanno riducendo gli stipendi come all’Ars”, conclude Miccichè. Il riferimento riguarda Camera e Senato, dove circa duemila burocrati da gennaio e fino a quando non si insedierà il nuovo Parlamento avranno stipendi pari al doppio dei tetti stabiliti dall’Assemblea regionale siciliana. (ANSA).

 

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI