Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Aspettiamo i commenti di coloro che sono sempre a favore di porti aperti, buonismo e pro-immigrazione.
Di questi episodi purtroppo se ne sentono sempre di più…..ma nulla si fa per contrastare il fenomeno.
Inseguito da polizia, carabinieri, guardia di finanza, esercito, marina, aeronautica, corpi speciali, droni, ecc. ecc. ecc.
Nessun commento da parte dei pro-immigrazione e dei buonisti ??
veda che non stava fuggendo, se guardavano bene il povero immigrato aveva visto che il camion aveva qualche problema e visto che è altruista si è appunto agganciato al camion con l’intento di ripararlo, è stato solo un quiproquom un banale equivoco che certamente si sarà risolto, ma come uno si presta a sistemare il camion e che fanno te lo arrestano? con quello che costano le officine è sempre bene avere un meccanico a portata di mano.
ne ho messo uno ma non è stato gradito mi spiace
Bisognava lasciarlo libero secondo lei….perché sarebbe stato giusto
in italia, è iniziata la rivoluzione contro noi italiani, la disperazione fa commettere di tutto, ne vedremo delle Brutte, poveri i nostri figli è nipoti.
Mancavi solo tu, appena hai detto che volevi ospitarlo a casa tua non ti hanno permesso di inseguirlo. Peccato, la prossima volta fatti sentire!!!