CATANIA – Una politica di mobilità sbagliata e inefficace per la città portata avanti per vent’anni, che ha condotto Catania alla situazione drammatica in cui versa oggi. Il consigliere della prima municipalità, Davide Ruffino, accende i riflettori sull’ecatombe di negozi ed esercizi commerciali in un centro storico sempre meno vitale, dove si moltiplicano i cartelli vendesi e affittasi. “Un centro storico svuotato è quello che si presenta oggi sotto i nostri occhi – afferma Ruffino: si va disperdendo pian piano l’identità del centro commerciale naturale, fatta di negozi, di piazze e di strade storiche di prestigio. Vengono a mancare anche i piccoli negozietti di artigianato locale: ancora non è chiaro se queste ultime siano state trasformate in kebabbari, paninari o cineserie varie”.
Mancanza di sicurezza, assenza di parcheggi e soprattutto di eventi di attrazione di vario genere, dalle sagre ai concerti, dai mercatini alle fiere enogastronomiche alimentari, le motivazioni principali secondo il consigliere, per cui i catanesi preferirebbero andare altrove piuttosto che frequentare il centro città. “E’ arrivato il momento di programmare e, soprattutto, realizzare un piano di interventi capace di far competere il nostro centro commerciale naturale con i centri commerciali – continua Ruffino, I primi fatti di storia, di tradizione e di cultura; i secondi, luoghi di luci, di cemento e di anomia”.
Programmare eventi per portare nuova linfa e maggiore affluenza di visitatori provenienti non solo dalla provincia ma anche dalle città vicine, investire sul marketing e comunicazione, chiudere le vie principali al traffico ampliando la Ztl e prevedendo sistemi di mobilità alternativa, tre le proposte del consigliere. “Da questa riflessione e dalle future decisioni non possono essere tagliate fuori le associazioni presenti sul territorio che raccolgono competenze spesso carenti nelle nostre amministrazioni – conclude. Sarebbe utile coinvolgerle attivamente”

