Covid, la morte e il coraggio del dottore che credeva nei vaccini

Covid, la morte e il coraggio del dottore che credeva nei vaccini

Il ricordo del dottore Leonardo Ditta da parte di chi l'ha conosciuto bene.
UN MEDICO INDIMENTICABILE
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PALERMO- Leonardo Ditta era il dottore di tutti, l’amico che avresti voluto sempre con te, il padre che amava e sorreggeva, il marito innamorato, il compagno di navigazione che rendeva quieta perfino la tempesta, quello che guardi, per trarne conforto, mentre hai paura. Aveva la faccia buona di chi ha desiderato curare gli altri fin da bambino. Il Covid l’ha ucciso, a 64 anni, nonostante la doppia dose di vaccino. “E’ stato un caso tragico e sfortunato – dice il dottore Salvatore Monteleone, un fratello acquisito -. Il vaccino è essenziale, non c’è alcun dubbio, anche se non sempre protegge al cento per cento. Lo sapeva lui che incitava tutti a vaccinarsi, lo sa la sua splendida famiglia”.

Una situazione complicata

“Eravamo fratelli, sì – dice il dottore Monteleone -. Io ero il suo medico curante e lui il mio. Leonardo aveva una situazione di salute complicata che lo rendeva fragile. Però, andava avanti lo stesso con passione. Quando ha scoperto la sua positività, pensava di essere al sicuro. E’ stata tentata ogni terapia possibile, purtroppo è finita malissimo. Dopo una prima intubazione sembrava che le cose migliorassero. Poi, dopo la seconda, la situazione è precipitata”.

La doppia dose di vaccino

Il racconto del dottore Monteleone prosegue: “Siamo stati tra i primi a vaccinarci, insieme. Prima dose il cinque gennaio, seconda dose il ventisei. Leonardo ha preso il Covid ad agosto, non voleva ricoverarsi, ma la saturazione peggiorava. E’ finito in rianimazione. Ci confidavamo tutto reciprocamente. Ci siamo parlati per l’ultima volta quando è stato ricoverato. Era tranquillo e non poteva immaginare quello che sarebbe accaduto. Ripeto: un caso tragico, doloroso e sfortunato. Ma il vaccino resta fondamentale”.

“Il mio amico Leonardo”

“Il mio amico Leonardo era una persona generosa, un medico sempre pronto ad accorrere – conclude Salvatore Monteleone -. Si metteva da parte e pensava soltanto ai pazienti. Fino all’ultimo li ha invitati a vaccinarsi, a darsi riparo. Credo che il Covid l’abbia preso in ambulatorio”. Tanti hanno espresso un cordoglio affettuoso per il dottore Ditta perché hanno sentito che andava via un pezzo importante della loro vita. E’ sempre così quando, di colpo, scompare l’appiglio che toglie un po’ di angoscia a ogni tempesta. Leonardo, medico per vocazione, credeva nella scienza, nella sua medicina, nell’evidenza delle cose, nell’esistenza spesa nel sapere: certezze che non cambiano anche se vieni colpito dalla sciagura. Era un soldato della solidarietà. Uno che sapeva accogliere le incertezze dei fragili con un sorriso perché si ricordava dei suoi sogni da bambino. Questo lo renderà eternamente caro.


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