Motorizzazione, arresti per mazzette

Motorizzazione, arresti per mazzette

“Per Coniglio ho preso un contributo di 40 o 70 € per velocizzare la pratica di immatricolazione di un piccolo mezzo, nella specie un’autovettura. Se non mi davano i soldi le pratiche abbisognavano di più tempo, circa 2-3 giorni. C’erano colleghi che ci mettevano 10-15 giorni per evadere le stesse pratiche che io firmavo all’istante”. L’ammissione, che tira in ballo Paolo Coniglio – 37 anni titolare dell’omonima agenzia di disbrigo pratiche di Corleone – è di Antonino Nobile, funzionario della motorizzazione di Palermo, personaggio chiave dell’inchiesta della procura e della squadra mobile che ha alzato il velo sul giro di corruzione attorno al rilascio di patenti e certificati a Palermo. Agli inquirenti ammette che il rilascio del certificato avveniva “senza alcuna verifica tecnica, dal vivo, dei mezzi immatricolati o collaudati”.

Coniglio è stato posto agli arresti domiciliari – per corruzione di pubblico ufficiale – da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Piergiorgio Morosini su richiesta del pm Amelia Luise in base alle indagini della sezione reati contro la pubblica amministrazione della mobile di Palermo. La misura restrittiva ha interessato anche Francesco Mutolo, 36 anni, di Palermo, dipendente della ditta del padre (“L’autocamion s.a.s. di Mutolo Rosario”) a cui si contesta, oltre la corruzione, anche il concorso in falso ideologico.

A proposito di Mutolo, Antonino Nobile afferma che: “Mi portarono in ufficio un po’ di capretto perché il padre alleva animali. Mi diede 100 € per accelerare una pratica di collaudo amministrativo, era tagliato male il telaio di un automezzo Fiat Iveco”. A supporto delle dichiarazioni di Nobile ci sono le intercettazioni video della mobile che descrivono minuziosamente i diversi momenti della corruttela.

“Vado un attimo in bagno che…ce l’hai una busta? …Una busta ce l’hai?” chiede Coniglio a Nobile che gli porge una carpetta bianca. Così Coniglio esce dalla stanza e rientra con la carpetta che Nobile afferra dalle sue mani riponendola nel cassetto. “Sono due.!… avevamo una cosa passata” aggiunge Coniglio. Dopo poco tempo Nobile riaprirà il cassetto e, armeggiando con la carpetta, ne tirerà fuori delle banconote che si metterà in tasca.

Nel caso di Mutolo le immagini sono ancora più esplicite. L’uomo mette la mano in tasca e nasconde il denaro nella mano e “con un gesto repentino” lo consegna a Nobile che quindi esamina la pratica tenendo ben chiusa la mano sinistra per poi inserire il denaro nella tasca della giacca.

All’inchiesta, a febbraio, “S” ha dedicato un dossier che può essere scaricato anche in formato digitale attraverso questa pagina.


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