Myrmex, "mattanza" dei lavoratori |"Calvi tenta di smantellare il centro"

Myrmex, “mattanza” dei lavoratori |”Calvi tenta di smantellare il centro”

Incontro all’ufficio provinciale del lavoro, 69 dipendenti in cassa integrazione. Sale la tensione: "Da tre anni siamo senza far nulla e viviamo un incubo".

CATANIA. Ennesimo colpo di scena nella vertenza Myrmex: a pochi giorni dalla scadenza della clausola di salvaguardia occupazionale, contenuta nelle delibera datata settembre 2011, secondo cui il European Drug Safety and Metabolism Research Center di Catania dovrebbe passare nelle mani della Regione per essere rivenduto a nuovi compratori, tutto rischia di arenarsi.

Gian Luca Calvi, socio unico che nel 2011 ha acquisito il centro di ricerca al costo simbolico di un euro, avrebbe infatti espresso l’intenzione di trasferire tutte le attrezzature scientifiche del laboratorio altrove. Una notizia spuntata solo negli ultimi giorni che ha gettato ancor di più nello sconforto i 69 dipendenti (ancora in cassa integrazione) e sindacati fino al punto da richiedere un nuovo incontro, tenutosi stamane all’ufficio provinciale del lavoro insieme ai vertici Myrmex e i rappresentati dei sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Cisal.

Inutile ricordare che la vicenda ormai da mesi è precipitata in una sorta di limbo e molte domande non hanno ancora una risposta. L’ultima fra tutte: come mai – si chiedono sindacati e ricercatori- ogni trattativa di vendita con presunti compratori interessati, (si è parlato addirittura di una presunta cordata araba), sarebbe inspiegabilmente fallita? Il rischio denunciato dai sindacati che il centro una volta privato delle sue risorse tecniche e strumentali perda significativamente valore e divenga senza dubbio meno appetibile alla compravendita da parte di imprenditori interessati. A fronte di un piano industriale mai decollato, come denunciato dai ricercatori, la dirigenza dell’azienda vorrebbe portare avanti i progetti del Miur (già compresi nella cessione tra Pfizer e Myrmex) per poter attrarre nuovi investimenti. Ma questi nuovi studi, a quanto pare, sarebbero realizzabili solo in altre strutture, perché – a detta dell’azienda – il laboratorio catanese adesso sarebbe divenuto inagibile.

A fine incontro lo sfogo di Margherita Patti, segretaria confederale della Cgil. “Non ci opponiamo al lavoro, – spiega – ma al trasferimento dei macchinari il cui valore ammonta a diversi milioni di euro. Abbiamo preteso di saper perché adesso il nostro laboratorio sarebbe “inagibile” e per quali ragioni questi progetti non possano essere svolti qui a Catania: ci è stato risposto perché non è possibile allacciare il metano. Troviamo inconsistente tale motivazione: I posti di lavoro devono rimanere qui, – dice – non ammettiamo che le nostre aziende vengano portate altrove”. E infine arriva un’indiscrezione importante. ” Venerdì in prefettura dovrebbe tenersi un incontro, – afferma ancora Patti – alla presenza dell’assessore regionale alle Attività Produttive, Linda Vancheri, che siederà attorno ad un tavolo insieme a tutti gli attori coinvolti nella vertenza. Da molto tempo invochiamo questo incontro, speriamo di avere – conclude Patti – finalmente delle risposte concrete”.

E il clima oggi era davvero tesissimo tra i ricercatori che hanno protestato all’esterno dell’ufficio provinciale del lavoro mentre all’interno avveniva il faccia a faccia tra sindacati e dirigenza Myrmex. Inoltre, quasi tutti i 69 ricercatori nei giorni scorsi di fronte ad un notaio avrebbero istituito una cooperativa diventando di fatto soggetto giuridico che, interfacciandosi con nuovi possibili compratori, possa svolgere un ruolo decisivo per salvaguardare il laboratorio di eccellenza etneo. “ Siamo davvero esausti – ci racconta Orsola Giampiccolo, ricercatrice del centro, specializzata nella formulazione Bioanalitica – il deprezzamento del laboratorio è un rischio che non possiamo correre. Da tre anni siamo senza far nulla e viviamo un incubo. Come ricercatori ci sentiamo cancellati e destituiti della nostra dignità professionale”.

 


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