Loris, nessuna violenza sessuale |Veronica: "Voglio andare ai funerali"

Loris, nessuna violenza sessuale |Veronica: “Voglio andare ai funerali”

Loris, nessuna violenza sessuale |Veronica: “Voglio andare ai funerali”
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite:
quando cercherai
una notizia, ci troverai
più facilmente.
AGGIUNGI

Le motivazioni della convalida del fermo: "La madre è cinica e malvagia. Non è andata a scuola. Dal Mulino Vecchio, invece, è passata due volte". La salma sarà restituita ai familiari la settimana prossima. La Procura: "Le indagini proseguono". La donna si difende: "Non sono stata io, ai miei familiari chiedo di non abbandonarmi". In un'intercettazione i dubbi della famiglia.

l'omicidio di santa croce camerina
di
9 min di lettura

RAGUSA – Tace perché è stata lei. E’ la spiegazione che il gip di Ragusa, Claudio Maggioni, dà al silenzio di Veronica Panarello, che avrebbe “mentito sulle fondamentali circostanze di avere accompagnato il figlio Loris a scuola il 29 novembre scorso. Per il giudice non è “ragionevole ritenere che di fronte alla tragica situazione di un figlio di 8 anni ucciso in un modo così brutale si rifiuti ostinatamente di raccontare la verità”. Nell’ordinanza di convalida del fermo e di emissione di ordine di carcerazione il gip fornisce una spiegazione: la mamma di Loris lo fa “in quanto lei stessa è la responsabile del grave delitto”. Il gip di Ragusa sottolinea la “cinica condotta tenuta” da Veronica Panarello e la “evidente volontà di volere infliggere alla vittima sofferenze” con “un’azione efferata, rivelatrice di un’indole malvagia e prima del più elementare senso d’umana pietà”. Secondo il giudice, “dalla ricostruzione dei fatti” nei confronti della emerge un “quadro indiziario di rilevante gravità” per “l’omicidio del figlio Loris”. Il gip sottolinea poi come “la mancanza di elementi per comprendere il movente del gravissimo gesto non assume rilevanza”. L’emissione dell’ordinanza per la mamma del piccolo Loris, motiva Claudio Maggioni, è giustificata con un “fondato pericolo di fuga” della donna e per “l’estrema gravità del reato”. Veronica Panarello, ricostruisce il gip, ha “avuto il tempo e l’occasione per uccidere il figlio strangolandolo, presumibilmente, con una fascetta stringicavo in plastica della “quale aveva disponibilità”. Poi, aggiunge il giudice, ha “avuto tempo e occasione per gettare il corpo esamine del piccolo Loris nel canale di scolo dove è stato trovato” nel pomeriggio del 29 novembre scorso. Secondo il giudice oltre al pericolo di fuga, che giustifica la convalida del fermo, c’è anche quello che la Panarello possa “commettere gravi delitti della stessa specie per cui si procede”.
“Veronica non è andata a scuola”
Veronica Panarello, inoltre, la mattina del 29 novembre scorso “non è andata verso la scuola di Loris, come si evince chiaramente dalle immagini”, stando al gip. Sulla circostanza avrebbe “ripetutamente mentito ostinandosi” a dire il falso perché il suo racconto sarebbe “incompatibile con quanto ripreso dalle telecamere”. Secondo il giudice la ricostruzione della Procura, basata su indagini di carabinieri e polizia, “non è inficiata dalle dichiarazioni del vigile urbano” donna in servizio davanti la scuola Falcone-Borsellino. L’agente della Polizia municipale ha precisato di “non potere dichiarare con assoluta certezza di avere visto transitare l’autovettura della Panarello proprio quella mattina piuttosto che nei giorni precedenti”. E, per il Gip, vista “l’incompatibilità” tra le sue affermazioni e i “dati oggettivi delle immagini riprese dalle videocamere, non si posso ritenere attendibili le sue dichiarazioni”.
Per rientrare in casa quando la mamma lo lascia davanti al portone del condominio, inoltre, secondo il Gip, Loris usa la copia di chiavi che sua madre ha in auto. E’ la ricostruzione dell’episodio fatta da Davide Stival, padre del bambino di 8 anni che, secondo l’accusa, sarebbe stato ucciso dalla madre, in una intercettazione agli atti del decreto di convalida del fermo della donna. Il padre è ascoltato da Polizia e Carabinieri, su disposizione della Procura, nella sua abitazione. Veronica Panarello, dopo avere lasciato rientrare nell’abitazione Loris e lasciato il figlio piccolo in una ludoteca, secondo quanto emerge dalle immagini riprese da una telecamera, parcheggia la sua Polo nera effettuando della “manovre in retromarcia per entrare nel garage di casa nonostante nel piazzale antistante vi sia un posto disponibile”. La donna, rileva il Gip, “apre il garage dall’interno, non avendo con sé le chiavi e vi posteggia l’auto”. Le chiavi di casa, “quelle che erano in macchina”, dice Andrea Stival parlando con dei familiari, “sono state date a Loris”. “Adesso questo qua mi viene in mente – aggiunge – perché lei ha un altro mazzo di chiavi dentro la macchina, dove ci sarà quella del garage”. Il papà del bambino dà la sua lettura dell’accaduto: “siccome queste (le chiavi, ndr) erano attaccate alle chiavi alle macchina, lei non poteva partire… quindi gli ha dato quelle che erano” dentro la Polo. La copia delle chiavi di casa, spiega Davide Stival, la teneva di “scorta in auto”. Loris le ha prese e “se ne è salito” a casa. “Quando lei è tornata – ricostruisce l’uomo – dovendo entrare nel garage non ha potuto aprire la porta, perché non aveva le chiavi: le aveva date a Loris…”.

“Veronica due volte al Mulino Vecchio”
“Dopo la valutazione degli elementi di prova si può affermare con ragionevole probabilità” che Veronica Panarello, il 29 novembre scorso, “non ha accompagnato il figlio Loris a scuola” e che “è passata dal luogo dove è stato trovato il corpo del piccolo per due volte, alle 8:33 e alle 9:25, rimanendo circa sei minuti in quella zona nella seconda occasione”. Secondo il giudice sulle due situazioni, la donna “non ha fornito alcuna spiegazione, limitandosi a negarle puramente e semplicemente”. Per il gip, da quanto emerge dalla visione di filmati prodotti agli atti dell’inchiesta dalla Procura di Ragusa, su dati raccolti da polizia e carabinieri, “l’orario del secondo passaggio dell’auto nella strada del Mulino Vecchio è compatibile con l’ora della morte del bambino, stimata dal medico legale tra le 9 e le 10”. Il giudice sottolinea che Monica Panarello ha “negato decisamente di essersi mai recata sul luogo dove è stato trovato il corpo di Loris”, sostenendo di non conoscerlo. Circostanza, rileva, “non corrispondente al vero e smentita da un’intercettazione tra la madre dell’indagata, Angela Anguzza, e sua sorella Antonella Panarello, da cui risulta, invece, che la donna andava sempre a prendere l’acqua con la mamma da una fontana che dista dal posto circa 50 metri”.

La salma a casa la settimana prossima
Non sarà restituita prima dell’inizio della prossima settimana alla sua famiglia la salma di Loris. Lo si apprende da fonti della Procura di Ragusa che sottolineano come “siano ancora in corso gli ultimi esami medico-legali”. Il procuratore Carmelo Petralia commenta: “La drammatica gravità dei fatti oggetto delle accuse mosse a Veronica Panarello impongono sobrietà e rispetto per i sentimenti di dolore e pietà che la vicenda suscita”. afferma, spiegando così la scelta di non incontrare i giornalisti ma di affidare le dichiarazioni del suo ufficio ad un comunicato stampa, riepilogando “i soli dati attinenti al procedimento riferibili senza pregiudicare le indagini che sono ancora in corso”.
“Nessuna violenza sessuale”
“Al fine di scongiurare un’empatizzazione tragica di una vicenda già di per se molto dolorosa”, la Procura di Ragusa ritiene “utile precisare che l’esito degli esami istologici effettuati sul corpo ha escluso qualsivoglia traccia anche labile, recente o risalente, di abuso sessuale” nei confronti di Loris Stival. Lo precisano il procuratore Carmelo Petralia ed il sostituto Marco Rota.
“Sono quattro i principali elementi dell’accusa al centro della richiesta di fermo di Veronica Panarello per l’omicidio del figlio Loris di otto anni, culminata ieri con il fermo della donna da parte del gip che, accogliendo la richiesta del pubblico ministero, ha applicato la misura cautelare della custodia in carcere. E’ quanto emerge da una dichiarazione diffusa dal procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, e dal sostituto MArco Rota, che ricordano che i reati contestati sono di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Tra gli “elementi principali posti dall’accusa a sostegno della sussistenza di gravi indizi di colpevolezza che sono stati largamente condivisi e valorizzati dal gip c’è il ‘pedinamento elettronico’”, è quello, ricorda la Procura, effettuato dalle telecamere di videosorveglianza pubbliche o private di Santa Croce Camerina che ha “attestato in modo obiettivo gli spostamenti di Veronica Panarello la tragica mattina del 20 novembre, con particolare riferimento al passaggio dell’autovettura a lei in uso in quel frangente, per ben due volte, in estrema prossimità al luogo del successivo rinvenimento del piccolo Loris, in un arco temporale compatibile sia con l’ora del decesso, come determinato in sede di consulenza medico-legale, sia con l’azione di occultamento del corpo esanime”. Secondo la Procura di Ragusa dall’inchiesta emerge “l’assoluta inconciliabilità di tali obiettive risultanze con le dichiarazioni rese più volte dalla donna alla polizia giudiziaria e ribadite anche in sede di interrogatorio da parte del pm e del gip”. Tra le contestazioni dell’accusa c’è anche la “compatibilità del mezzo che ha cagionato la morta, per dimensione e forma, con le fascette stringicavo presenti nell’abitazione della Panarello e consegnate dalla stesa donna, con implausibile giustificazione ed anomala tempistica, alle maestre di Loris”.
“Il fragile quadro psicologico della donna non disgiunto da un vissuto personale di profondo disagio nei rapporti con la famiglia d’origine è una possibile concausa della determinazione omicida” di Veronica Panarello. Lo sottolinea la Procura di Ragusa sul movente, ancora non chiarito, che avrebbe spinto la donna ad uccidere il figlio Loris di otto anni e a gettarne poi il corpo nel canalone di contrada Mulino Vecchio a Santa Croce Camerina.

“Le indagini proseguono”
“Sebbene le indagini continuano incessanti al fine di acquisire tutti i possibile ed ulteriori elementi di ricostruzione e valutazione della vicenda, va manifestato fino d’ora un grande apprezzamento” agli investigatori impegnati nel caso. Lo affermano il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, ed il sostituto Marco Rota, titolari dell’inchiesta sulla morte di Loris Stival, il bambino di otto anni che, secondo l’accusa, sarebbe stato uccido dalla madre, Veronica Panarello, di 26 anni. I magistrati esprimono “grande apprezzamento all’Arma dei Carabinieri e alla polizia di Stato di Ragusa per l’attività svolta con l’insostituibile collaborazione del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri di Roma e del Servizio centrale operativo della polizia di Stato di Roma ed il supporto del gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Palermo e di Catania che – sottolineano dalla Procura di Ragusa – hanno consentito di pervenire in brevissimo tempo, ad un risultato investigativo la cui validità è stata confermata in prima sede giurisdizionale”.

Nuovo sopralluogo a casa di Veronica

La Polizia scientifica ha compiuto un sopralluogo e rilievi nella casa di Santa Croce Camerina di Veronica Panarello, la mamma accusata di aver ucciso il figlio Loris di otto anni. L’operazione, alla quale hanno partecipato anche agenti della Squadra mobile e carabinieri di Ragusa, si è già conclusa.

Veronica: “Non sono stata io”

“Sono innocente, non ho ucciso Loris. Sono sotto attacco mediatico e anche la famiglia non mi crede. Ai miei cari dico: non mi abbandonate”. Così Veronica Panarello dopo avere appreso che il Gip ha disposto che rimanga in carcere per l’omicidio del figlio di 8 anni. “Voglio andare ai funerali di mio figlio”. Veronica Panarello rivela di “non avere ricambi d’abito” e di essere “stata aiutata dalla solidarietà delle altre detenute”. Della sua famiglia, dice, al momento, l’ha cercata soltanto suo padre.
Veronica Panarello “ha pianto” dopo avere appreso, dal suo legale, l’avvocato Francesco Villardita, della decisione del Gip di lasciarla in carcere per l’omicidio del figlio Loris. Ma, poi, “con lucidità ha letto l’ordinanza ribadendo, coerentemente la stessa versione data: ha portato il figlio a scuola, ed è innocente”. Ha “contestato che la vettura che si vede passare vicino al Mulino Vecchio non è la sua, ma soltanto un’auto compatibile con la Polo”. Per Villardita “è un processo indiziario e senza movente”. Dopo avere letto l’ordinanza, Veronica Panarello avrebbe detto al suo legale di “sentirsi sotto attacco mediatico”. Ai giornalisti che gli hanno fatto notare che da alcune intercettazioni emergono più che dubbi dell’innocenza della donna anche tra i suoi parenti, l’avvocato Francesco Villardita, ha riferito l’appello della mamma di Loris: “Mi sento abbandonata da tutti, ma la mia famiglia non mi abbandoni, io sono innocente”.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI