No Covid e Pronto Soccorso: "Così faremo ripartire la sanità"

No Covid e Pronto Soccorso: “Così faremo ripartire la sanità”

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Intervista a Gaetano Sirna, direttore generale del Policlinico di Catania. Tante le questione sul tavolo.

CATANIA – Il piano per recuperare le prestazioni ambulatoriali sospese nel 2020 per la pandemia Covid al Policlinico di Catania è stato avviato. Sono quindi partite le chiamate agli utenti inseriti nelle ‘liste d’attesa’ per fissare visite, controlli e screening. “Abbiamo immediatamente recepito le disposizioni assessoriali che ci ha assegnato 2 milioni di euro e già dai primi di maggio abbiamo cominciato”, spiega Gaetano Sirna, direttore generale dell’azienda ospedaliero-universitaria. Ai medici e agli infermieri sono state inserite prestazioni aggiuntive che serviranno proprio a questo scopo.

Numeri da capogiro

I numeri sono alti: 7033 prestazioni da recuperare. Di cui 1200 di neurologia, 1100 di pnemulogia, 850 di urologia, 550 di mammografia ed ecografia mammaria. Solo per citare i settori specialistici più affollati.  “I tempi per poterle smaltire dipendono dalla risposta dei pazienti”, spiega il manager. Ma il piano è quello di potersi mettere a regime in pochi mesi. Ma in stand by non ci sono stati solo le prestazioni ambulatoriali, ma anche gli interventi chirurgici. Sono stati “rinviati a data da destinarsi” 756 interventi, di cui 500 di chirurgia generale e oncologica e 124 di neurochirurgia. Numeri che mettono un po’ i brividi. “Abbiamo preparato sale operatorie aggiuntive e già dallo scorso giovedì sono cominciati i primi interventi”, spiega ancora Sirna. 

Overbooking al Pronto Soccorso

Insomma si cerca di far ripartire la sanità che negli ultimi 14 mesi è stata incentrata – tranne le emergenze – sulla pandemia mondiale. La riconversione in reparti Covid ha avuto pesanti ripercussioni anche nel Pronto Soccorso del Rodolico, dove si registra molto frequentemente “overbooking”. “Sono assolutamente consapevole della pressione con cui stanno lavorando i medici dell’emergenza – risponde il direttore generale Sirna – noi abbiamo quasi 160 posti dedicati al Covid e la conseguenza è che vengono meno i no Covid. E da qui l’effetto collo di bottiglia. Se arrivano 300 persone lo scenario è di difficile soluzione. Il problema è complesso. Ma le devo anche dire che abbiamo già fatto i primi interventi e abbiamo abbattuto la degenza media in alcuni reparti. In medicina generale ad esempio è stata dimezzata già dal 31 marzo. Da quattro siamo scesi a due settimane. E l’obiettivo è ridurre ancora”.  Sirna inoltre annuncia che una nuova boccata d’ossigeno arriverà dai posti letto di subintensiva “che saranno pronti tra una ventina di giorni”. 

Ma la vera soluzione è una per Sirna: “La ristrutturazione della medicina territoriale”. L’enorme afflusso al Pronto Soccorso è dovuto anche ai gap sul territorio. 

Nodo ambulanze

Ma a rendere ancora più complicata la situazione c’è anche l’arrivo di pazienti dall’hinterland. “Le faccio un esempio – spiega Sirna – l’ospedale di Biancavilla è Covid e quindi molti percorrono anche chilometri e chilometri di strada e si presentano al Triage del Policlinico”. Questa fotografia però va divisa in due: il primo scatto relativo a chi va al pronto soccorso autonomamente, il secondo dedicato a chi invece è trasportato nell’ambulanza del 118. La normativa è precisa. Ma “serve un tavolo su cui sederci per poter discutere dei problemi di programmazione relativi al 118. Perché se c’è la comunicazione di overbooking al Pronto Soccorso del Policlinico – analizza Sirna – è inutile trasportare il paziente ugualmente e poi lamentare il ritardo dello sbarellamento. È un problema anche questo complesso di cui si parla da tempo e che va risolto a livello centrale”. 

“Presto apriremo il Pronto Soccorso al San Marco”

Ma nel futuro c’è già l’attivazione del Pronto Soccorso del San Marco. “Appena avremo meno pressione dovuta al Covid, siamo pronti per aprirlo”, annuncia. Le risorse umane? Assunzioni e concorsi garantiscono l’organico necessario. Il piano prevede l’ausilio in MCAU (Medicina d’emergenza) di “90 infermieri al Policlinico e 70 al San Marco – illustra Sirna – di 34 medici al Rodolico e 28 al San Marco”.  

La promessa

Il direttore generale è consapevole del tipo di lavoro, con turnover molto elevati, che sta svolgendo il personale del Pronto Soccorso diretto da Giuseppe Carpinteri. “Sono una squadra di grandi professionisti a cui non mancherà mai il sostegno dell’azienda”, afferma Sirna. E alla fine riusciamo a strapparli una promessa: “Andrò al Pronto Soccorso a trovarli”. 

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