PALERMO – La polizia ha arrestato un palermitano 44/enne responsabile di lesioni personali e minacce gravi nei confronti della moglie. L’ennesimo episodio di non accettazione della fine di un matrimonio è accaduto lunedì sera. I poliziotti, intorno alle 17, sono giunti in località Montepellegrino, a seguito di segnalazione pervenuta al 113 da parte di un uomo che minacciava di farla finita. Gli agenti hanno perlustrato la zona alla ricerca dell’uomo, al fine di scongiurare eventuali gesti inconsulti. Nell’immediatezza i poliziotti venivano informati dalla sala operativa che la moglie aveva appena sporto denuncia nei confronti del marito per lesioni e minacce. La stessa dichiarava che il consorte, non accettando la fine del loro matrimonio, negli ultimi mesi aveva messo in atto condotte persecutorie nei suoi confronti: ossessionanti telefonate, appostamenti e minacce verbali. La vittima asseriva che nella stessa giornata di ieri, durante alcune manovre di parcheggio della propria autovettura, il marito saliva improvvisamente a bordo, lato passeggero, puntandole un grosso coltello al fianco. La donna terrorizzata, temendo per la propria incolumità, reagiva, strappando al marito l’arma di mano e gettandola dal finestrino.
L’uomo, inferocito, recuperava il coltello puntandolo alla gola della moglie procurandole un taglio. La malcapitata riusciva a liberarsi e fuggiva disperata. La donna ferita veniva refertata per contusioni multiple da aggressione ed escoriazioni. La minuziosa e tempestiva perlustrazione della zona effettuata dagli agenti delle volanti ha permesso l’individuazione dell’uomo, inoltratosi nella boscaglia in prossimità di uno strapiombo. Gli agenti con estrema cautela riuscivano a mettere in sicurezza l’uomo, rinvenendo addosso allo stesso un coltello corrispondente alle descrizioni fornite dalla donna. Alla luce dei fatti il soggetto è stato tratto in arresto per lesioni personali e minacce gravi ed indagato in stato di libertà per possesso illegale di arma da taglio. Oggi è stato convalidato l’arresto e disposta la traduzione in carcere.

