"Non faccio da cavia, rifiuto il vaccino e non voglio pagare il tampone" - Live Sicilia

“Non faccio da cavia, rifiuto il vaccino e non voglio pagare il tampone”

Un professore precario di Lecco non vuole sottoporsi alla vaccinazione contro il Covid
CORONAVIRUS
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Tra qualche giorno avrà inizio l’anno scolastico e per insegnati e personale vi è l’obbligo del green pass. In molti, però, sono contrari e non vorranno sottoporsi al vaccino o al tampone.

Tra loro c’è anche Valentino Di Carlo, che insegna in istituti superiori di Lecco. L’insegnate è precario e ogni anno, come accade anche ad altri suoi colleghi, viene sballottato tra una scuola e l’altra senza una certezza economia e sul proprio futuro.

“L’anno scorso – ha dichiarato l’insegnate a Repubblica – ho insegnato all’istituto tecnico professionale di Casate Novo, l’anno precedente al liceo artistico di Lecco e così via. Vivo in difficoltà economica perché nella mia condizione sono tante le voci di stipendio che mancano. E all’interno di questa incertezza adesso ce ne è un’altra: il Green Pass”.

Il docente chiarisce subito: “Non sono contro i vaccini. Il punto non è vaccino no o vaccino sì, io sono a favore dei vaccini: quello che rasenta l’incostituzionalità è il fatto che si obblighi il lavoratore ad accedere al luogo di lavoro soltanto con il Green Pass. Vorrei vederci più chiaro e non fare la cavia. Non mi si può chiedere un foglio per entrare al posto di lavoro. La mia scelta è una scelta attendista: massima fiducia nella scienza, ma sicuramente l’evoluzione del lavoro fatto dagli scienziati sul vaccino ha bisogno ancora di qualche limatura”.

“Mi domando – ha continuato l’insegnate – come saranno controllati gli accessi. E poi, ok: non entri al ristorante, al cinema, al bar, allo stadio perché non sei vaccinato, ma non si può vietare il diritto di entrare al lavoro. Non capisco perché l’ipotesi di effettuare tamponi salivari e faringei gratuiti non viene presa in considerazione per tutelare chi è vaccinato e tutelare anche chi intende andare a lavorare senza dover necessariamente esibire la vaccinazione e il Green Pass, anche perché la vaccinazione non esclude la diffusione della malattia. E poi non c’è un minimo di collaborazione: è stato anche detto che i tamponi devono essere pagati dai docenti, siamo alla follia, soprattutto per i precari: il tampone costa adesso 15 euro, ne devo fare tre a settimana, per un totale di 45 euro a settimana. E solo per poter entrare nel posto di lavoro. Siamo l’unica categoria trattata così. Perché?”.


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Commenti

    a chi di dovere,sono medico ,perchè non fate lo screening del 30/100 di quelli che che hanno avuto il covid e sono immuni e non hanno bisogno di vaccino.
    perhè cui prodest ?

    Per rispondere alla domanda del docente del perché il green pass sia stato imposto solo al personale scolastico, si può fare riferimento al principio aureo dell’ingegneria sociale : quello della gradualità detto anche della rana bollita.
    Da qualcuno bisognava iniziare, poi, poco a poco, sarà esteso a tutti.

    bene stai a casa.

    A quanto pare, questo “temporeggiatore” avrebbe tre lauree e, allora, dopo queste eccelse affermazioni, non c’è da chiedersi quali “cervelloni” di professori gliele hanno date?

    Si ricorda al docente che il tampone costa 15 euro, ma il vaccino è gratis. Vorrei vedere poi se la mortalità del COVID invece che del 3% fosse del 70/80 % se non si vaccinasse il volo. E’ proprio vero che a volte gli studi e la cultura non aiutano…

    E’ vero che il vaccino (per noi) è gratuito ma qualcuno dell’EMA dovrebbe spiegarmi come mai preferiscono pagare 15 euro a fiala alla Pfizer e non intendono prendere in considerazione un vaccino come il cubano Soberana 2 di origine proteica e quindi potenzialmente più efficace di quelli statunitensi ad Mrna. Questo vaccino al quale ha lavorato anche un giovane ricercatore palermitano trasferitosi a Cuba coprirebbe al 100% comprese le varianti e costerebbe appena un solo euro a fiala. I cubani tra l’altro sono da sempre avanzatissimi nella cura delle malattie virali e tropicali ma capisco che di fronte al vile denaro tutto a beneficio degli azionisti Pfizer questo non conta.

    Persona libera. Le persone libere sono pochissime, come dimostra la storia dell’umanità.

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