CATANIA – E’ botta e risposta tra il cda dell’Oda e il suo commissario. Dopo la nota del consiglio di amministrazione, ecco la risposta affidata a una nota di replica.
“L’O.D.A. (Opera Diocesana Assistenza) è un ente morale con personalità canonica giuridica propria (Art.1 Statuto) civilmente riconosciuto dallo Stato Italiano e, come tale, sottoposto all’alta vigilanza di S.E. l’Arcivescovo Metropolita di Catania che, con Decreti NN.33 Fol.140 e 34 Fol.141 del 06/03/2017, d’intesa con le Istituzioni della Santa Sede ha, rispettivamente, commissariato l’ente, nominando il sottoscritto Commissario Straordinario, a cui ha conferito i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione e rimosso dall’incarico ecclesiastico di amministratori della Fondazione i Sigg.: Dott. Marsella Alberto, Dott. Calero Romano, Dott.ssa Pizzo Claudia, Arch. Bonistalli Marco.
All’esito di tale determinazione, pertanto, compete esclusivamente allo scrivente l’assunzione delle iniziative necessarie per il proficuo governo dell’O.D.A.. Nelle more si è appreso dell’illegittima presa di posizione del precedente CdA che, seppur rimosso in forza dei citati decreti arcivescovili, con atto unilaterale, e senza fare ricorso agli strumenti previsti dal diritto canonico, applicabili in via esclusiva, ratione materiae, si è arrogato la decisione di considerare inefficaci i provvedimenti legittimamente emessi da S.E. l’Arcivescovo Metropolita di Catania, rifiutando il disposto avvicendamento dell’organo di gestione.
Cosa ancora più grave, il CdA rimosso ha diffuso un comunicato atto ad ingenerare confusione, in ordine alla legittimità della gestione commissariale, sulla scorta dell’illegittimo proposito di usurpare funzioni non più possedute, poiché inibite espressamente dai decreti arcivescovili citati. Tale comunicato potrebbe integrare la violazione di norme civili e penali, che non si avrà indugio a denunciare nelle competenti sedi. Ciò posto, si diffida chiunque ad eseguire disposizioni prive di legittimazione, se provenienti dal decaduto
CdA, con espresso avviso che, in caso contrario, verranno assunte le necessarie iniziative presso qualunque sede, a tutela dell’O.D.A..

