CATANIA. Colpo di scena durante l’udienza camerale davanti al tribunale del Riesame di Catania, nell’ambito del ricorso contro l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposta dal gip Flavia Panzano, a carico di Paolo Cartelli, il presunto omicida della pensionata di Calatabiano Maria Ruccella. L’indagato ha rilasciato dichiarazioni spontanee, ritrattando la confessione resa e dichiarandosi innocente. Il 36enne ha raccontato di essersi trovato sulla scena del crimine, il giorno del delitto, ma di non aver ucciso la donna. Avrebbe visto però un’ombra allontanarsi. Alla vista del sangue, Cartelli, preso dal panico, avrebbe poi afferrato l’arma del delitto, il collo della bottiglia, gettandola fuori dalla stanza e fuggendo subito dopo attraverso un’uscita secondaria della casa. Un racconto che non ha convinto. I giudici hanno infatti confermato la misura cautelare in carcere.
Il pubblico ministero Pasquale Pacifico, nel corso dell’udienza, ha prodotto la relazione preliminare stilata dai carabinieri del Ris di Messina. Oltre all’impronta dell’indagato, già rilevata sul collo della bottiglia, ci sarebbero numerose altre tracce emerse durante le analisi nei laboratori. Innanzitutto quelle ematiche, trovate sui pantaloni indossati quel giorno da Paolo Cartelli, apparterrebbero alla vittima. Trovato inoltre su una cicca di sigaretta, rinvenuta all’esterno dell’abitazione dell’anziana, dna riconducibile all’indagato. Infine altre due impronte, una del 36enne e l’altra presumibilmente di Maria Ruccella, sarebbero state trovate sulla bottiglia. Attualmente le dichiarazioni rese dall’indagato non troverebbero, quindi, il riscontro della scientifica. Ci vorrà però un po’ di tempo per la relazione conclusiva dei Ris.
Il legale della difesa, Alessandro Santangelo, ha sostenuto l’innocenza del proprio assistito, evidenziando l’assenza di tracce di sangue rilevata dai Ris sulla maglietta sequestrata a casa dell’indagato. Se fosse quella indossata il giorno dell’omicidio, ha detto il difensore di fiducia, ciò dimostrerebbe che non è Paolo Cartelli l’autore del delitto. Per questo ieri il legale ha depositato una richiesta al pubblico ministero per poter vedere i nastri degli impianti di video sorveglianza acquisiti dai carabinieri nel corso delle indagini.

