PALERMO – L’arresto del sedicenne è stato convalidato, resta in carcere per omicidio ma la sua versione sul delitto di Piero De Luca continua a non convincere. Ha ucciso l’infermiere in pensione nella baracca per respingere i suoi approcci sessuali? Questa è la sua versione, ribadita nel corso dell’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari Alessandra Puglisi del Tribunale per i minorenni.

Due particolari insospettiscono la procuratrice Claudia Caramanna e il sostituto Gaetano Guardì. Il padre del sedicenne ha lavorato nella stessa campagna al Villaggio Santa Rosalia per buona parte della giornata dell’omicidio. Stava sistemando con un escavatore la strada di accesso che da via Buonpensiero conduce ad entrambe le proprietà, la sua e quella della vittima. Fra i due ci sarebbero stati anche dei contatti nel corso della giornata.
È molto probabile che il padre si sia accorto della presenza del figlio, con il quale i rapporti non sono buoni. Stando alla confessione dl ragazzino, dunque, il sedicenne avrebbe commesso l’omicidio mentre il padre era poco distante e non si sarebbe accorto di nulla.
Per evitare di essere visto dal genitore il ragazzino, dopo avere ucciso De Luca al mattino, sarebbe rimasto accanto al corpo per le 12 ore successive. Solo a tarda serata si è costituito alla squadra mobile dove si è presentato da solo. Successivamente sono stati avvertiti i genitori che non si sarebbero sorpresi della sua assenza visto che capitava spesso che dormisse fuori casa.

È davvero andata così? Oppure il padre ha aiutato in qualche modo il figlio o è il figlio a coprire il padre? Bisogna accertare se la versione degli approcci sessuali sia stata concordata per evitare guai maggiori.
Il ragazzino, assistito dall’avvocato Michele Giovinco, ha detto che quando il vicino di casa si è abbassato i pantaloni ha afferrato il tubo di ferro e lo ha colpito più volte alla testa. I parenti della vittima, però, sostengono che il tubo non era fra gli attrezzi presenti nel capanno.
Dunque il ragazzo se lo è portato da casa? Se così fosse non reggerebbe l’ipotesi del delitto d’impeto, piuttosto si tratterebbe di una atto premeditato. Da qui le altre ipotesi: potrebbe essere stata una rapina finita male oppure una vendetta per qualcosa di oscuro.

