Vadalà, rischio archiviazione| Il legale: “Ci opporremo” - Live Sicilia

Vadalà, rischio archiviazione| Il legale: “Ci opporremo”

A sei anni dal brutale omicidio del 22enne di Fiumefreddo di Sicilia restano ignoti gli assassini. A complicare il lavoro degli investigatori un impenetrabile muro di omertà. (Nella foto i genitori del giovane ucciso)

FIUMEDREDDO DI SICILIA
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FIUMEFREDDO DI SICILIA. Sembra essere ad un passo dall’archiviazione l’indagine sulla morte di Salvatore Vadalà, il 22enne di Fiumefreddo di Sicilia barbaramente ucciso nel 2008. Un’inchiesta difficile che in questi sei anni si è scontrata con un muro di omertà. Un lavoro silenzioso quello compiuto da investigatori ed inquirenti, che in più di un’occasione è sembrato condurre ad una svolta. Così non è stato. Solo tracce e indizi, mai sfociati in elementi di prova. Il 27 novembre, il giorno dell’improvvisa sparizione, nessuno sembra aver visto Salvatore. Eppure il 22enne non esce di casa a notte fonda, ma in primissima serata. Sono passate da poco le 18 quando saluta i genitori e chiude la porta dietro sé. Non vi farà mai più ritorno.

Nessuna segnalazione da allora giunge agli investigatori. Le annuali fiaccolate organizzate in ricordo del giovane non riescono a smuovere le coscienze. Poche le persone che vi prendono parte, ancora meno i giovani. E adesso, dopo sei anni di indagini, il fantasma dell’archiviazione. Niente di confermato ancora, ma il legale di Mario e Vincenza Vadalà, i genitori di Salvatore che da sei anni attendono giustizia, si dice pronta a dare battaglia. Le notizie delle ultime operazioni condotte dai carabinieri della Compagnia di Giarre sono state accolte con plauso e speranza. Le indagini, che hanno condotto ai recenti arresti nell’ambito dell’inchiesta denominata “Gotha”, hanno infatti preso il via anche dall’omicidio Vadalà.

“Non abbiamo nessuna notizia in merito ad una richiesta ufficiale di archiviazione – dichiara l’avvocato Deborah Cristina – che naturalmente auspico non giunga a notifica. In caso contrario avremmo comunque buoni mezzi per opporci all’archiviazione”. Il legale non si sbilancia, non svelando alcun particolare sull’eventuale asso nella manica. Lancia però un appello, l’ennesimo.

“Esorto la gente a non avere paura – prosegue l’avvocato Cristina – Ogni volta che vengo a Fiumefreddo non posso non registrare sulla mia pelle un clima particolare, di paura. La paura è fisiologica ma credo che sia necessario un atto di coraggio delle scuole e delle famiglie”.

LE INDAGINI. E’ il giorno dell’Immacolata quando il proprietario di un fondo agricolo di Mascali rinviene nel proprio appezzamento, sotto cinquanta centimetri di terriccio, un corpo senza vita. Immediata scatta la segnalazione ai carabinieri. Gli investigatori, giunti sul posto, non riescono a dare un nome a quel volto martoriato. Nel giubbotto e nelle tasche dei pantaloni non ci sono documenti e nemmeno il cellulare. E’ solo grazie ad un tatuaggio che i militari della Compagnia di Giarre riescono a risalire a Salvatore Vadalà, scomparso 11 giorni prima da Fiumefreddo di Sicilia in circostanze misteriose. La violenza evidente su quel giovane corpo lascia pensare sin da subito ad una vera e propria esecuzione. La conferma giunge pochi giorni dopo, quando l’esito dell’autopsia svela in tutta la sua brutalità i contorni di quell’omicidio. Il 22enne, raggiunto da due proiettili, uno al capo e l’altro all’addome, viene colpito più volte con violenza al viso, fino a sfigurarlo. L’omicidio però viene eseguito altrove. Solo successivamente il corpo viene trasportato in quel terreno di Mascali. Gli investigatori iniziano a scandagliare la vita del giovane manovale, non tralasciando alcuna pista, dal movente passionale agli ambienti della criminalità organizzata. Dopo sei mesi un avviso di garanzia raggiunge un pluripregiudicato di Fiumefreddo di Sicilia. Ma il quadro indiziario resta carente.

Le indagini proseguono nel più stretto riserbo. La possibile svolta, improvvisa, arriva lo scorso anno in piena estate. Viene rintracciato, così sembra, il fuoristrada utilizzato per trasportare il corpo di Salvatore. Si spera che gli esami dei Ris di Messina possano finalmente inchiodare i responsabili. Ma anche in questo caso non giungono gli esiti sperati. Lo scorso gennaio scatta l’operazione “Gotha”. I carabinieri della Compagnia di Giarre eseguono due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di due esponenti del clan Brunetto, operante nel comprensorio ionico. Da quell’indagine, che si incrocia con l’omicidio Vadalà e la scomparsa del giarrese Giorgio Curatolo, scaturiscono altre quattro ordinanze di custodia cautelare. Nulla però sembra emergere sulla morte del 22enne.


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