Orlando, tecnici e fedelissimi: un sindaco solo al comando

Orlando, tecnici e fedelissimi: un sindaco solo al comando

Il Professore completa una giunta sempre più a sua immagine e somiglianza
PALERMO
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PALERMO – Leoluca Orlando resta un uomo solo al comando. Anche nello scorcio finale del suo mandato, con una crisi che ha dissolto la maggioranza in consiglio comunale, il sindaco di Palermo conferma il suo rapporto “difficile” con i partiti e punta sui fedelissimi scegliendo per la giunta il consigliere comunale Toni Sala e la commercialista Cettina Martorana.

L’obiettivo dichiarato del Professore era chiudere la partita della crisi nell’arco di pochi giorni e in effetti è stato centrato, anche se i problemi di una navigazione senza i numeri a Sala delle Lapidi restano tutti e il fatto che il Pd sia rimasto sulla soglia non è un bel segnale per il primo cittadino. Non è chiaro se sia stato il sindaco a non volere i dem o se siano stati i dem a decidere di mantenere le mani libere in vista delle prossime elezioni, sta di fatto che il mancato ingresso del Partito Democratico conferma l’idea di una giunta che (a eccezione di Giusto Catania) resta a immagine e somiglianza di Leoluca Orlando.

Il sindaco, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei nuovi assessori, ha confermato che il suo partito resta Palermo ma che il Pd rimane indispensabile in un ragionamento di coalizione, a conferma del rapporto problematico con il partito a livello locale. Ma il primo cittadino ha anche detto di voler lasciare una porta aperto ai moderati: mai con Salvini e Meloni, è il refrain, ma nessuna preclusione per un centro che è comunque considerato decisivo per vincere le Comunali del 2022 e che, altrimenti, rischierebbe di rafforzare ancor di più gli avversari.

Le poltrone assegnate ieri (Suap e Cimiteri) sono fra le più delicate dell’amministrazione: le aziende sono sull’orlo del baratro a causa del Covid e in un contesto del genere i problemi cronici degli uffici di via Ugo La Malfa diventano come sale sulle ferite dei commercianti; l’emergenza cimiteri, con oltre 800 bare ai Rotoli, rischia di arrivare fino alle prossime elezioni, diventando (con buona pace del sindaco) uno dei temi principali della prossima campagna elettorale.

La Martorana è un tecnico ma è anche il terzo assessore donna e il secondo esponente di un ordine professionale in giunta, dove siede già il presidente degli ingegneri Vincenzo Di Dio. Scartata l’idea di reclutare un imprenditore (come già accaduto con Marco Di Marco o Iolanda Riolo o, allargando alle partecipate, con Ettore Artioli), il sindaco ha puntato su un esponente del mondo delle professioni: un mondo spesso critico con l’amministrazione comunale, ma che rappresenta comunque un interlocutore indispensabile in chiave elettorale. Un nome nuovo e quindi non “divisivo”, come ha precisato il sindaco, che ha anche tenuto per un fedelissimo (Sergio Marino) deleghe dal grande impatto mediatico come Verde e Reset: un modo per esercitare un controllo diretto su alcuni settori considerati strategici anche in chiave 2022.

Sala è invece un uomo di mediazione: ingegnere, responsabile della sicurezza all’Ismett, in quasi dieci anni di permanenza a Sala delle Lapidi ha stretto buone relazioni con partiti di maggioranza e opposizione, riscuotendo un consenso trasversale e facendosi apprezzare per il suo lavoro dietro le quinte. Qualità che di questi tempi sono fondamentali per una giunta che è ormai in rotta di collisione col consiglio: il sindaco ha chiesto un incontro con i capigruppo appellandosi alla responsabilità, ma non ha mancato di picchiare duro sull’Aula che “insulta gli assessori e processa i dirigenti”. Un riferimento alle sedute dedicate all’emergenza cimiteri in primis, ma anche ad altri temi su cui i consiglieri hanno iniziato a puntare il dito contro amministrazione e uffici.

Del resto il rapporto fra i due organi del Comune è ormai ridotto ai minimi termini e a Sala, nella sua doppia veste, toccherà fare il pompiere e cercare quelle convergenze che finora sono mancate e che hanno portato alla bocciatura di numerosi atti. Ma Sala avrà anche il compito di affrontare con un piglio diverso il caso delle ormai 800 bare che affollano il deposito dei Rotoli: non più un’emergenza, come ha ammesso lo stesso assessore, ma un problema strutturale che in poco più di un anno sarà complicato risolvere. Una sfida per Sala, ma soprattutto per il sindaco.


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Commenti

    Questa non è una giunta ma un colpo “comunale” costituito da mezze figure che Orlando muove a suo piacimento.

    Diciamo pure che si è preso invidia di Mario Draghi e Giuseppe Conte definiti più volte uomini soli al comando……

    Berlusconi era solo al comando.

    Sembra di assistere ad una partita a scacchi!! Purtroppo c’è in gioco la gestione di una grande città ridotta ormai alla frutta!

    IL PROBLEMA NON E’ COMPLETARE LA GIUNTA, MA E’ AVERE UNA MAGGIORANZA.
    CARO SINDACO SENZA MAGGIORANZA SI VA A CASA, SENZA SE E SENZA MA.
    CARI CONSIGLIERI, SE LO SFIDUCIATE ALLA PROSSIMA SEDUTA UTILE, POSSIAMO ANDARE A VOTARE A NOVEMBRE DI QUEST’ANNO.
    E’ UN’OPERAZIONE NON PIU’ RINVIABILE.

    Siete al tramonto….Palermo è allo sfacelo….

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