PALERMO – Un uomo, armato di spugna e pompa dell’acqua, lava una macchina. Una scena come tante, assolutamente normale, se non fosse che il luogo non è proprio dei più indicati. La foto si riferisce infatti a un atrio interno di Palazzo Ziino, in via Dante, una delle sedi dell’assessorato alla Cultura. L’uomo ritratto nell’immagine, con solerzia, lava l’auto, mentre una donna lo osserva. Non è chiaro se il tutto si svolge in orario lavorativo, di chi sia la vettura e nemmeno se le due persone siano o meno dipendenti comunali. Ma il fatto che tutto avvenga dentro un edificio pubblico lascia esterrefatti.
Appreso delle foto che ritraggono un dipendente comunale intento a lavare un’auto all’interno di uno spazio comunale, il Sindaco ha disposto che il Capo Area della struttura interessata faccia una urgente relazione su quanto accaduto che sia trasmessa al Segretario Generale quale responsabile del Collegio di disciplina, “affinché nei confronti di tutti i responsabili siano adottati i provvedimenti sanzionatori previsti dal contratto per condotte di questo tipo, riservandosi azioni ulteriori in ogni sede opportuna, che saranno valutate dall’Avvocatura comunale.”
“L’autolavaggio all’interno di Palazzo Ziino è solo l’ultimo caso scoppiato all’interno dell’amministrazione comunale di Palermo, dopo lo skipper di Cammarata e il barbiere dei vigili. Incredibile, ma vero. Non vorremmo però che a pagare, adesso, sia solo il dipendente fotografato. Di chi era l’auto che stava lavando? Perché lo spazio interno del Palazzo viene utilizzato per posteggiare auto? E chi eventualmente usufruisce di tali privilegi? Che ruolo ha avuto il responsabile della struttura nei controlli? Il dipendente era pagato per questa attività? E da chi? Tutte domande a cui si deve una risposta nell’interesse dei cittadini: non si può parlare di legalità e bene comune e poi assistere a certe cose senza accertare realmente i fatti. Si punisca anche chi non ha controllato”. Lo dice il capogruppo di Comitati Civici al consiglio comunale di Palermo Filippo Occhipinti.

