"Palermo, adesso parliamo di futuro | La Ztl? Una discussione marginale" - Live Sicilia

“Palermo, adesso parliamo di futuro | La Ztl? Una discussione marginale”

Parla l'assessore alla Mobilità Giusto Catania. Dal provvedimento in arrivo a fine gennaio alle elezioni del 2022, passando per le nuove sfide della città

L'INTERVISTA
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PALERMO – Nuove linee del tram, via Roma a doppio senso, Ztl: nel bene o nel male, l’assessore alla Mobilità e all’Ambiente Giusto Catania è uno dei nomi più alla ribalta della giunta di Leoluca Orlando. Ultimamente a far discutere i palermitani è l’istituzione della Zona a traffico limitato notturna nel fine settimana, sulla quale però Catania, il sindaco, il resto della sua ‘squadra’ e la maggioranza del consiglio comunale tirano dritto: il provvedimento dovrebbe entrare in vigore il 31 gennaio, se pur con qualche modifica (salvo sorprese dell’ultimo minuto). Che si tratti di Ztl o meno, l’assessore evidenzia due priorità: “Recuperare il ritardo infrastrutturale degli ultimi sessant’anni ed evitare di accumulare nuovo ritardo rispetto alle trasformazioni che da qui a dieci anni cambieranno le città del mondo. La discussione, che sembra riguardi il presente, in realtà riguarda il futuro”.

Alla luce delle prossime modifiche il progetto della Ztl notturna non è ormai snaturato?

“Tutta questa discussione sulla Ztl notturna, così come viene fatta, è un aspetto assolutamente marginale. È il pezzo di un percorso. Ogni minuto di traffico veicolare limitato è un contributo alla sfida globale, e ogni metro di spazio liberato dalle automobili contribuisce alla visione della città nel futuro. Palermo fra dieci o quindici anni dovrà avere 150 mila veicoli in meno, grandi aree pedonali, una Ztl più ampia, mezzi pubblici più efficienti. I passi di questi anni vanno in questa direzione. Per essere chiari: le misure ambientali tutelano i cittadini più deboli. Chi se ne lamenta, forse sa che una mancata limitazione della pressione veicolare finora aveva prodotto vantaggi per i più ricchi. Meno auto ci saranno, meno saranno le spese mediche e più saranno potenziati i mezzi pubblici. Chi, per sminuire la misura, chiede retoricamente: ‘Se pago allora non inquino?’, sbaglia la domanda. Pagare è un deterrente, che serve a far dire piuttosto: ‘Se pago, a questo punto lascio l’auto a casa e vado a piedi’. È così in tutto il mondo”.

Dunque nessuna battuta d’arresto rispetto ai piani iniziali?

“No. La mia visione è che Palermo da sola non può risolvere i cambiamenti climatici ma può contribuire nel suo piccolo, non sto dentro al chiacchiericcio sul chi ha vinto e chi ha perso o sulla questione della mezz’ora in più o in meno di Ztl notturna. In questo momento c’è una maggioranza consiliare che ha detto all’amministrazione di andare avanti. Con qualche modifica, sì, ma l’indicazione è chiara: c’è una grande sfida mondiale e Palermo ci sta dentro. Faccio l’assessore alla Mobilità e all’Ambiente con un impianto che penso sia necessario per questa città, e ridurre il dibattito Ztl a una discussione sul presente è una discussione sbagliata. Io la inserisco dentro a una strategia di futuro”.

Qual è lo stato della mobilità palermitana?

“Negli ultimi cinque o sei anni il percorso ha avuto un’accelerazione. Avevamo veicoli che percorrevano via Maqueda e il Cassaro, ora non più, e lo stesso vale per le auto parcheggiate in piazza Bellini davanti a monumenti dichiarati patrimonio dell’umanità. Vi ricordate il dibattito di qualche anno fa su via Maqueda pedonale? Una ‘guerra’. Oggi, se facessi decadere la pedonalizzazione di via Maqueda, mi inseguirebbero coi forconi. Eppure parliamo di soli cinque anni fa. Sicuramente ne stiamo già raccogliendo i frutti, e se avessimo ascoltato certe associazioni di categoria avremmo ancora le auto parcheggiate davanti al Palazzo di città”.

Cantieri e pedonalizzazioni in contemporanea non rischiano di creare un cortocircuito?

“Sono due facce della stessa strategia: le pedonalizzazioni sono un pezzo della pianificazione della mobilità; i cantieri servono a costruire le infrastrutture della mobilità. Contemporaneamente bisogna costruire anche un processo educativo, chi mette in contrapposizione questi due elementi non ha chiaro che sono parti di un’ambizione: qualità migliore dell’aria, strade libere e migliori collegamenti da qui al 2030-35. Poi chi non vuole guardare oltre l’immediato è libero di farlo, ma non è questo il dibattito”.

Come sta Palermo nel complesso?

“Da migliorare, e ancora tanto. Il processo non è compiuto. Fra dieci anni sembreranno folli dibattiti del genere, perché certe cose saranno normali. È una città in cammino, che cambia, e dato che tutti i cambiamenti sono controversi è normale che forze politiche e associazioni pensino che un certo cammino non sia utile. Rispetto alla percezione reale della città, il dibattito politico è molto più arretrato: Palermo è molto più pronta e attenta a una visione diversa e proiettata nel futuro, rispetto al dibattito politico. Avviene cosi in tutto il mondo. A Barcellona hanno appena istituito una Ztl di 95 chilometri quadrati. Quella di Palermo ne misura solo 2,5. A chiunque mi dica: ‘Ma Barcellona è Barcellona’, dico che i cambiamenti sono veloci e Palermo deve stare al passo. Se persino Volkswagen ha deciso che nel 2026 non produrrà più veicoli a benzina e diesel, è evidente che siamo davanti ad un cambiamento epocale. A Palermo stiamo agendo su tre livelli: pianificazione, tutelando l’ambiente e il patrimonio artistico e monumentale; infrastrutture, con opere come le linee del tram o l’anello ferroviario; pedagogia, coinvolgendo la città sul fatto che si sta compiendo un percorso diverso, e questo è complicato”.

E come sta invece la giunta Orlando?

“La visione della città cui parlo è condivisa da sindaco, giunta e maggioranza, quindi se abbiamo tutti questa visione ben vengano i confronti e i disaccordi, ma dentro la giunta le posizioni diverse sono comunque dentro questo quadro non conflittuale. Non c’è nessun clima negativo, ma di confronto e discussione sulle scelte tattiche volte al raggiungimento degli obiettivi strategici. Noi proviamo a ragionare sugli obiettivi di lunga durata, non solo nell’ambito della Ztl, ma il dibattito poi si riduce alla mezz’ora in più o in meno”.

Un giudizio sulla sua esperienza con la giunta fino a oggi?

“Rispondo così: io faccio politica per passione, non me l’ha prescritto il medico né lo faccio per lavoro. Quindi se continuo a fare questa esperienza politica è perché continuo ad avere la passione e perché sono contento e motivato. Ma come me anche altri colleghi, perché solo la passione politica può muovere a governare la città”.

Che ne pensa del prossimo rimpasto?

“Penso possa e debba servire a rafforzare la squadra di governo nel raggiungimento degli obbiettivi. Governare la città con soli 8 assessori è una cosa mai successa. Che la Regione abbia introdotto la modifica di arrivare fino a 11 mi pare più che positivo, parliamo di una città che ha avuto anche 16 assessori e ritrovarsi a essere la metà è molto faticoso. Siamo dentro uno scenario in cui maggiori forze sono necessarie a superare sfide epocali”.

In quest’ottica, si candiderà a sindaco di Palermo nel 2020?

“Non sono i singoli che decidono. Chi dice: ‘Io mi candido a qualcosa’, o anche solo inizia con: ‘Io…’, non appartiene alla mia cultura politica che è basata sulle scelte collettive. Io credo che dobbiamo continuare processi collettivi, ed è in questi processi che voglio continuare a stare”.

Però qualcuno il sindaco dovrà pur farlo…

“Lavorerò solo per una cosa: perché nel 2022 il sindaco di Palermo possa continuare a dar forza a questa visione di città resiliente, che tutela l’ambiente su scala mondiale e che contrasti la povertà attraverso politiche pubbliche. Forza che l’attuale sindaco ha”.

Quali sono le prossime mosse di Giusto Catania?

“Allargare la Ztl come ha chiesto la maggioranza consiliare, razionalmente non completando la Ztl 2 fino a via Notarbartolo come prevede il Pgtu (Piano generale traffico urbano, ndr) ma magari arrivando a piazza Croci. Questo dev’essere uno degli obbiettivi del 2020, ma senza perdere altro tempo perché si rischia di ridurlo a una leva elettorale. Altri obbiettivi sono mandare in gara le nuove tre linee del tram, contributo fondamentale alla tutela ambientale, e accedere ai finanziamenti per le nuove linee quando ne avremo l’opportunità nel corso dell’anno. Ma si lavora anche alla metropolitana automatica leggera. Infine, sempre nel 2020 va avviata la discussione del Piano regolatore di una città che dev’essere resiliente e che tra le altre cose investe sull’efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati. Anche perché non sono solo le automobili a contribuire al riscaldamento ambientale”.


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