PALERMO – È arrivata a Palermo e si trova in rada la nave mercantile Apageon di nazionalità Maltese con a bordo 415 migranti soccorsi nei giorni scorsi nel canale di Sicilia. É iniziato il trasbordo dalla nave con le motovedetta della Capitaneria di Porto. Sono di nazionalità egiziana, sudanese, palestinese, siriana. Tra loro ci sono 229 uomini, 76 donne. Di queste due sono gravide. Ci sono anche 97 minori di questi 11 sono neonati. Ad accoglierli la task force coordinata dal prefetto di Palermo Francesca Cannizzo a cui partecipano l’azienda sanitaria, la Croce Rossa, il 118, la polizia e la Caritas. Gli uomini dell’Asp impegnati nel triage sulla banchina sono 28.
“Continuiamo ad assistere – ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando – ad un dramma umano che lascia indifferente e insensibile soltanto l’Europa capace di lasciare da sole le amministrazioni locali siciliane di fronte ad un problema inequivocabilmente di carattere europeo. Per questo, come presidente di Anci Sicilia – conclude Leoluca Orlando – ribadisco che chiederò un’audizione al commissario europeo per l’immigrazione e alla commissione competente per evidenziare questa drammatica situazione che si trovano a vivere quotidianamente i Comuni e l’assoluta centralità della Sicilia in questa emergenza umanitaria”.
Undici migranti arrivati a Palermo sono stati ricoverati negli ospedali cittadini. Alcune donne sono state trasferite all’Ingrassia perchè disidratate. Tre piccoli bimbi, uno di appena un anno, sono stati ricoverati all’ospedale dei Bambini per una frattura, bronchite e una forte diarrea. Un uomo aveva gravi problemi all’organo genitale mentre una donna è stata trasferita al Policlinico perchè è stata riscontrato nel triage un tumore alla mammella. “Complessivamente i circa 400 migranti stanno bene – dice Giuseppe Noto direttore sanitario dell’Asp – Non ci sono pericoli di malattie infettive”. “I migranti che sbarcavano hanno chiesto se erano arrivati a Milano – aggiunge Giuseppe Noto – Questo dà il senso della avventura vissuta da questi uomini, donne e bambini, in quest’ultimo sbarco tanti casi di estrema povertà. Gente che parte senza sapere dove arriverà”.
*Aggioranamento ore 15.09
È ancora in corso al porto di Palermo lo sbarco dei 462 migranti recuperati in diverse operazioni di soccorso nelle acque del Canale di Sicilia, sempre nell’ambito di Mare Nostrum. I profughi sono di nazionalità eritrea, sudanese, egiziana e diversi i nuclei familiari siriani e palestinesi, con bambini a seguito, tra cui alcuni neonati. Lo dice la Caritas diocesana di Palermo che nelle sue strutture Cas (Centri di accoglienza straordinaria) ospiterà 365 migranti, di cui 200, per lo più nuclei familiari siriani e palestinesi, al Villaggio Ruffini e 165 al centro San Carlo e Santa Rosalia, parte dei quali verrà trasferita già nel pomeriggio, con un volo ponte, a Roma presso altre strutture di accoglienza della città. ”Oggi sono arrivati numerosi gruppi familiari con tantissimi bambini – dice il direttore della Caritas padre Sergio Mattaliano – e alcuni minori stranieri non accompagnati. Quello che traspare di più è la sofferenza nei volti di queste persone. Sono prevalentemente di origine siriana e palestinese ma c’è anche qualche eritreo. Li accoglieremo nei due centri di Villaggio Ruffini e San Carlo e Santa Rosalia. Anche se si tratta di siriani molto poveri e denutriti il loro stato di salute è complessivamente buono. Una parte di loro, però, già, a partire da stasera con un ponte aereo partirà per Roma. Inoltre, se i minori stranieri dovessero arrivare ad oltre sessanta sicuramente qualcuno potrebbe anche essere accolto nei nostri centri”. ”Molti di loro sono arrivati malvestiti e denutriti. In queste ore – dice Mattaliano – occorrono soprattutto latte pediatrico e vestiti per i bambini. Ci appelliamo alla grande solidarietà dei nostri concittadini. Eventuali donazioni potranno essere consegnate direttamente alla Caritas diocesana presso il centro San Carlo e Santa Rosalia, al vicolo San Carlo, o al centro Agàpe, a piazza Santa Chiara, 10”.

