Palermo, la protesta degli artigiani: "La città non è in vendita"

Palermo, artigiani in piazza: “La città non è in vendita” VIDEO

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In centinaia hanno aderito alla manifestazione cittadina promossa da Alab

PALERMO – Una folla compatta ha sfilato nel cuore di Palermo. Sono le centinaia di artigiani, commercianti, studenti e componenti dei comitati civici che hanno aderito alla manifestazione cittadina promossa da Alab. Un corteo che da Piazza Verdi ha raggiunto Palazzo Comitini ripetendo lo slogan: “Palermo non è in vendita. La città è di chi la vive”.

La protesta degli artigiani

La mobilitazione è scattata in risposta ai recenti provvedimenti amministrativi che interessano direttamente i laboratori artigiani della rete Alab. Nel corso della giornata, tuttavia, i partecipanti hanno ampliato la portata della protesta, trasformandola in una vertenza complessiva sul futuro urbanistico ed economico del capoluogo siciliano.

La sfilata ha unito sotto un’unica sigla le rivendicazioni delle botteghe storiche, dei piccoli commercianti e degli spazi culturali indipendenti. L’obiettivo è aprire una riflessione pubblica sul modello di sviluppo che sta trasformando la città.

I portavoce della manifestazione contestano duramente le attuali logiche di gestione del territorio, parlando dell’appuntamento odierno come di un primo passo. “Questa manifestazione è solo l’inizio di un percorso condiviso – spiegano -. Non vogliamo restare a guardare mentre la nostra città viene sacrificata all’altare della speculazione, di una logica che mette il profitto davanti ai diritti delle persone. Difendere tutte le botteghe artigiane significa difendere il lavoro, la cultura e le relazioni sociali”.

Centri storici svuotati

Sotto accusa sono finite anche le trasformazioni socio-economiche che negli ultimi anni hanno interessato sia i quartieri centrali che le periferie di Palermo. Secondo i comitati civici scesi in piazza, lo sviluppo della città ha favorito quasi esclusivamente “la crescita della rendita immobiliare a vantaggio del comparto turistico e delle grandi attività commerciali, mettendo sempre più in difficoltà le piccole realtà culturali, artigianali e di prossimità”.

Gli artigiani si rifiutano di vedere Palermo “ridotta a un mero luogo di consumo” e spiegano che “chi produce cultura, lavoro e comunità non può essere cacciato. Le botteghe sono un presidio sociale ed educativo”.

Le richieste alle istituzioni

Il corteo, che si è fermato davanti alla sede della Città Metropolitana, chiede alla politica risposte concrete. Alab e le associazioni solidali pretendono una presa di posizione netta da parte del Comune, del sindaco Roberto Lagalla e del governo Schifani. Le richieste sul tavolo sono chiare: mettere in campo politiche di tutela per l’artigianato, difendere la produzione culturale indipendente e garantire il diritto all’abitare per i residenti.

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