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Palermo, bollino blu per l’Università

Per la ricerca
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L’Università di Palermo conquista il “bollino blu” della ricerca da parte della Commissione europea insieme con sole tre Università italiane: Foggia, Padova e Camerino. L’Ateneo ha infatti avviato, unico nel Paese, un programma strutturato di formazione dei dottorandi e dei giovani ricercatori con corsi su temi interdisciplinari quali la progettazione in ambito europeo, la comunicazione in pubblico, le metodologie della didattica universitaria e il trasferimento tecnologico alle imprese, che vede coinvolti docenti interni ed esterni altamente qualificati, anticipando così la bozza di decreto sui dottorati di ricerca che è ancora in discussione sul tavolo del governo.

La sperimentazione di queste attività (sostenuta da una specifica voce di bilancio), la costituzione in Ateneo di un gruppo di lavoro permanente di docenti e personale tecnico-amministrativo dedicato a questo, e il varo da parte del Senato accademico di un Piano strategico mirato a potenziare le azioni formative, è valso all’Università il riconoscimento ufficiale da parte della Commissione europea. Si tratta del logo “HR excellence in Research”, una sorta di “bollino blu” della ricerca, dato in Italia soltanto agli altri tre altri Atenei che hanno fatto con Palermo da apripista. Azioni mirate a rendere più competitivi i giovani ricercatori e ad “allenarli” a gestire le nuove sfide della ricerca.

Con gli Atenei di Foggia, Padova e Camerino ha aderito a un progetto innovativo europeo per la gestione delle risorse umane in tema di ricerca (“Human Resources Strategy for Researchers Incorporating the Charter & Code”). E ha appena ospitato un evento mirato a scambiarsi buone pratiche con i 40 Atenei d’Europa che hanno sottoscritto il programma, tra cui Cambridge e Bristol, e a raccogliere ulteriori indicazioni da parte della Commissione europea, rappresentata da Dagmar Meyer, DG Research & Innovation, responsabile del progetto di Strategia delle risorse umane.

Il progetto di gestione delle risorse umane è stato varato dalla Commissione europea come strumento concreto e veloce dopo l’approvazione, da parte di mille istituzioni di ricerca del Continente, della “Carta europea dei ricercatori e del Codice di condotta per l’assunzione dei ricercatori”, uno strumento indispensabile per guidare i Paesi europei verso la realizzazione di uno Spazio europeo della ricerca (ERA, European Research Area) in un mercato del lavoro aperto e trasparente.


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Commenti

    Ogni tanto una bella notizia proveniente dal mondo dell’UNiversità, che non è soltanto il regno del nepotismo e delle raccomandazioni (per fortuna!)

    Hai visto Lagalla!
    Forse l’hanno stoppato in politica perchè è un organizzatore capace?
    Il risultato, se c’è, si vede e stavolta è positivo. Non ci siamo più abituati. Che tristezza.

    Beh, se si investisse anche sulla ricerca, sulle risorse per farla, su chi la fa da precario o a titolo gratuito, sarebbe un po’ più comprensibile il “bollino blu”

    @simone ma perchè organizzare corsi formativi per dottorandi ed assegnisti con le tematiche descritte non ti sembra anche un modo di investire nella ricerca?

    ma magari ci fossero più iniziative tali da ottenere più “bollini blu” come questo!!

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