Palermo, colpi di pistola alla discoteca Mob: 18enne assolto e scarcerato

Palermo, colpi di pistola alla discoteca Mob: 18enne assolto e scarcerato

Una perizia dà ragione alla difesa

CARINI (PALERMO) – È letteralmente il caso di dire tanto rumore per nulla. Il rumore è quello dei colpi di pistola sparati lo scorso dicembre all’interno della discoteca Mob di Villagrazia di Carini. Il nulla è riferito all’assoluzione dell’imputato Manuel Catalano perché il fatto non sussiste. Assolto e subito scarcerato dal giudice Ivana Vassallo.

La perizia

Decisiva è risultata una perizia disposta dal giudice dopo che il legale della difesa, l’avvocato Francesca Russo, aveva aperto più di una crepa nella ricostruzione della Procura. Già al Tribunale del riesame era caduta la più grave ipotesi di tentato omicidio, rimaneva in piedi quella di detenzione porto abusivo di arma. Un’arma mai ritrovata. Il giovane disse di averla buttata all’esterno della discoteca. (Qui il video choc).

Caos in discoteca

L’avvocato Francesca Russo

Il paradosso, così lo ha descritto il legale, è che Catalano ha disperso con il suo gesto le decine di persone che se ne le stavano dando di santa ragione. C’era il caos in discoteca, come emerge chiaramente dalle immagini della telecamera di sorveglianza, e i buttafuori non riuscivano a riportare l’ordine. Di avviso opposto era la Procura che puntava sul fatto che il diciottenne avesse esploso tre colpi, due in aria, e uno “quasi ad altezza d’uomo, circa 2 metri”.

Le ipotesi

Lo scorso maggio quando sembrava essere arrivato al momento della sentenza il giudice dispose una nuova perizia balistica. Il consulente ha stabilito innanzitutto che i fori trovati sul tetto del locale non potevano essere stati provocati dalla pistola impugnata da Catalano. La traiettoria non era compatibile. Ed ancora, è plausibile che si trattasse di un’arma a salve, una scacciacani, e non una pistola clandestina come sosteneva l’accusa. Ecco perché non furono trovati bossoli per terra e non perché erano stati fatti sparire da qualche manina complice. Catalano è rimasto alcuni mesi in carcere e poi dallo scorso maggio ai domiciliari. Resta in piedi il capitolo della rissa che non coinvolge Catalano.


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