Oggi la prima seduta del Consiglio | Maggioranza a rischio erosione - Live Sicilia

Oggi la prima seduta del Consiglio | Maggioranza a rischio erosione

Alle 15 insediamento ed elezione del presidente. Totò Orlando in pole, ma serve l'opposizione.

Palermo
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PALERMO – Il rischio è quello di vedere giungere in porto la candidatura voluta a tutti i costi dal sindaco Orlando assistendo però all’allargamento di quelle crepe che si sono aperte negli ultimi giorni nella maggioranza: ed è per questo che gli incontri a Palazzo delle Aquile proseguiranno fino alla tarda mattinata di oggi. L’elezione del presidente del consiglio comunale di Palermo rischia di mettere in crisi la compattezza di quel fronte di 24 consiglieri a sostegno della giunta venuto fuori dal voto dell’11 giugno. Il superfavorito resta Totò Orlando, che ha guidato Sala delle Lapidi negli ultimi cinque anni, ma per rieleggere uno dei fedelissimi del sindaco alla guida del Consiglio potrebbe essere necessario il soccorso di quella parte dell’opposizione più disponibile al dialogo.

I mal di pancia di Sinistra comune, che può contare su quattro consiglieri, e i no fermi di almeno tre eletti nelle file orlandiane potrebbero fare scendere i numeri della maggioranza a quota 17. A questo punto per l’elezione al primo turno diventerebbero fondamentali i voti del centrodestra, che per la vicepresidenza sembrerebbe aver scelto il forzista Giulio Tantillo, nome gradito a buona parte degli orlandiani. Nessuna ufficialità ancora, ma la fumata bianca potrebbe arrivare in mattinata e garantirebbe una navigazione tranquilla a una maggioranza che già fa i conti con diversi distinguo. Scontato il no dei sei consiglieri del Movimento cinque stelle, dai banchi del centrodestra dovrebbero arrivare almeno sette voti in soccorso che farebbero salire l’asticella nuovamente a quota 24.

L’operazione consentirebbe il realizzarsi dei desiderata provenienti dai piani alti di Palazzo delle Aquile: l’elezione di Orlando al primo turno. La quota da raggiungere è quella di 21 voti, la maggioranza assoluta dei 40 di Sala delle Lapidi, così come previsto dal nuovo regolamento d’aula approvato nell’ultimo scampolo della consiliatura precedente. Qualora alla prima tornata nessun candidato dovesse raggiungere la quota fissata si procederà a una seconda votazione con lo stesso criterio e se lo stallo dovesse persistere si andrebbe al ballottaggio tra i due candidati più votati.

La seduta fissata per le 15 darà tempo fino alla tarda mattinata di oggi agli sherpa per tentare di ricucire lo strappo con Sinistra comune, che non ha ancora digerito le esclusioni di Barbara Evola e Giusto Catania dalla nuova giunta: da qui la richiesta formulata da Catania al sindaco di mantenere il principio della discontinuità anche per quanto riguarda la presidenza del Consiglio, bocciando Orlando e scegliendo l’ex assessore alla Scuola come candidatura alternativa. Il tutto condito con l’annunciata intenzione di voto per il grillino Forello quando sarà in ballo la vicepresidenza. 

Allineati con la scelta del sindaco il Pd e gli uomini di Salvatore Cardinale, pallottoliere alla mano Totò Orlando potrebbe avere bisogno del sostegno del centrodestra: i numeri, però, tornerebbero a sorridere alla maggioranza se il dialogo avviato da Fabio Giambrone, autentico alter ego del sindaco, con Sinistra Comune dovesse avere effetti positivi. Se dovesse rientrare anche questa protesta i numeri per Orlando salirebbero a 28. Nelle trattative dei giorni scorsi e in quelle che si stanno ancora svolgendo, infatti, entrano in gioco anche le presidenze delle commissioni consiliari, prossimo passaggio dopo la cerimonia di insediamento dell’aula e la votazione di presidente e vicepresidente.

La breccia apertasi nelle liste che hanno sostenuto il ‘professore’, però, è ben visibile. Definitivo è il no di Mimmo Russo e lo stesso dovrebbe avvenire anche da parte di Giulio Cusumano. Ai due eletti nella lista ‘Palermo 2022’ dovrebbe aggiungersi anche il consigliere del ‘Mov.139’ Fabrizio Ferrara, mentre le voci che trapelano da Palazzo delle Aquile danno un altro malpancista, Sandro Terrani, come “già rientrato nei ranghi”. Malumori e veti incrociati che fanno sorridere Fabrizio Ferrandelli, sconfitto da Orlando nella corsa a Palazzo delle Aquile: “Orlando non si occupa di Palermo ma delle elezioni regionali e intanto la sua maggioranza scricchiola per queste beghe legate alle poltrone – dice il leader de I Coraggiosi -. Il voto sulla Presidenza dell’aula? Saremo una opposizione responsabile”.


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Commenti

    Per fortuna che il sindaco Orlando può contare sul suo amico di finta opposizione, che è il sig. Tantillo. Quando si dice fare il bene della collettività

    Una Presidenza del Consiglio omologata e sensibile ai voleri del sindaco infrange le regole preposte al buon funzionamento delle istituzioni civiche. I ruoli dell’Amministrazione e del Consiglio comunale vanno tenuti sempre rigorosamente separati.
    Persistere nella riconferma a presidente di Totò Orlando è una forzatura istituzionale non di poco conto e lede l’autonomia del Consiglio comunale, che diversamente dal precedente, ci sembra esprimere una diversa qualità della rappresentanza d’Aula: dai distinguo che vengono fuori dalla maggioranza e dal gruppo Sinistra Comune, alla nutrita rappresentanza del M5s, alla (seppure articolata!) compagine di Ferrandelli.

    La “fedeltà” non è un valore in se, anzi è la negazione della rappresentazione degli interessi generali che le istituzioni e la politica dovrebbe poter rappresentare. Il soccorso dei consiglieri di opposizione “più disponibili al dialogo”, richiama tanto la pratica dell’inciucio e la convenienza dei singoli a svantaggio degli interessi della Città.
    Di questi tempi il sindaco Orlando sembra preferire il piglio marcato e deciso dell’Imperatore allo stile del Professore, ma non è detto che ne trarrà beneficio. E’ già accaduto, che ad una vittoria ne è seguita una solenne sconfitta. E la scadenza del 5 novembre è prossimo a venire.

    Condivido la prima analisi lucida di un cittadino ateniese. Spero proprio che invece sia un cittadino palermitano come pochi in grado di pensare con la propria testa. Di questi tempi cosa di non poco conto. Il professore dovrebbe volare più alto per sollevarsi dalla palude in cui è rimasto invischiato per troppo tempo. Lo dovrebbe fare per i palermitani, anche per quelli cheche come me non lo hanno votato. Ma lo dovrebbe fare soprattutto per se stesso, perché d’orgoglio di amministrare questa bella città prevalga su una giunta di bassissimo profilo.

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