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La stampa fa il suo lavoro e questi sono i nostri politici. Ma bisognerebbe chiedere ai siciliani se gradiscono questo presidente del senato con la sua storia e il suo stile, magari confrontandolo con un altro conterraneo come il presidente Mattarella. Il pensiero di La Russa, siceramente, mi lascia indifferente.
Per la SEUS 118 sarebbe auspicabile prevedere un Direttore Generale come le aziende sanitarie con resposabilità gestionale diretta e non di comandante politico di un consiglio di amministrazione. Aldilà delle propagande, convegni, congressi e belle parole spese per i suoi amati dipendenti soccorritori e di qualche collaboratore amministrativo vicino al colore politico di appartenenza, cosa avrebbe fatto di concreto Castro per meritare la riconferma proposta e pubblicizzata da un sindacato e un comitato composto interamente da dipendenti vicini e di un territorio della Sicilia adiacente a quello di Castro? Un amminstratore dovrebbe amministrare una società pubblica senza alcun altro fine se non quello della gestione trasparente e imparziale. Per altre società partecipate, come il caso della SAS è stato azzerato il cda per presunte anomalie gestionali, perchè non verificare anche in seus? La buona e sana politica dovrebbe meditare bene le prossime scelte.
Non lo vogliono nemmeno a Roma e c'è lo dobbiamo sorbire noi?
Un altro che tira la giacchetta, la tonaca, a Don Sturzo. Al penultimo non è andata bene. Ma poi, da quale parrocchia? Si, da quale parrocchia?
I suoi intenti sono intressanti. Se si propone come unificatore di sinergie che vanno oltre le ideologie, proponendo un governo di unità che va oltre le ideologie e gli schieramenti di potere, con governo che metta dentro Tamajo, Chinnici, Lavardera.....richiamando all'unità per il bene della Sicilia, allora......si, lo seguo e lo voto.


un ospedale solo dal fiume Oreto a Partinico. 3 ospedali concentrati in poche centinaia di metri (civico policlinico buccheri la ferla), peraltro molto piu’ dotati in organico. non ci vuole un genio a capire la situazione paradossale. La parte Nord di Palermo avrebbe bisogno di almeno altri due ospedali. E ci vorrebbe anche un altro ospedale per i centri fuori Palermo tra Palermo e Partinico (un ospedale a Carini, ad esempio). SItuazione esplosiva.
Ma a voi non piace affidare la gestione della sanità alla politica? Non va più bene? Razza alla fine della fiera è sempre un avvocato.
Direttoreeee…. Accatta i barelle per sbarellare… No che il 118 sta frrmo anche 2..3 ore per mancaza di esse!
Oppure fare come è capitato a me tanti anni fa quando mi sono recato per una colica al pronto soccorso di Villa Sofia e dopo avere atteso in codice credo bianco per più di cinque ore poichè (giustamente) venivano fatti passare i codici rossi in arrivo mi sono sentito improvvisamente bene forse per lo sfinimento dovuto all’aspettare seduto in sala d’attesa, li ho salutati, ringraziati lo stesso e me ne sono andato…….
Il pronto soccorso in tilt ….però spendiamo denaro in abbellimenti e giardini verticali per le zone di attesa …. giusta e dovuta solo la sal calda x arrivo delle ambulanze ….
“Chi ha un’urgenza drammatica si precipiti ovunque, nel minor tempo possibile”. Certo all’occorrenza si può chiedere assistenza anche a una levatrice, meglio se lo sfortunato è una donna, ma pure alla Lipu, se è un uomo.
Epperò se ci si trovasse a dover decidere sul luogo di un incidente dove portare l’infortunato, il posto più indicato rimarrebbe sempre il pronto soccorso. E l’andare altrove non sarebbe una vera alternativa.
Con tutta la comprensione dovuta a chi è costretto a lavorare in quell’inferno, le dichiarazioni del responsabile di quel presidio sono incomprensibili. Non è il numero dei chiedenti assistenza il problema, ma quello dei medici, solo in tre per turno con un bacino potenziale di centinaia di migliaia di palermitani.
Egregio primario, bisogna avere il coraggio di non accettare simili situazioni e consegnare simbolicamente le chiavi del pronto soccorso a Razza e Musumeci. Ricordando loro che una città come la nostra non può avere di fatto un solo pronto soccorso.
Poi è forse il caso di ricordare che alcuni decenni fa in via Roma e a piazza Marmi c’erano due altri pronto soccorso, oltre a quelli ospedalieri.
E non c’era alcuna pandemia.
“….consegnare le chiavi a Razza e Musumeci…” si , questo è quello che si dovrebbe fare, assolutamente. Per un atto di dignità a tutela di una professione svilita . Chi però vuole strumentalizzare la inaccettabile sanità nella responsabilità di Razza e Musumeci dico…non si può sentire; il mostro ha radici antiche e responsabilità non solo regionali.
La politica ha sempre governato la decadenza della sanità ma oggi (inteso in un arco temporale degli ultimi 15 anni..) questo è diventato inaccettabile. Ricordiamo ancora tutti Massimo Russo che tuonava contro i medici che affollavano le segreterie di partito..bene, oggi , come ai tempi di Russo o prima , le affollano senza riserve e senza pudore, si sono assuefatti, prostrati alla azienda della salute gestita come seggio elettorale e non come servizio. La debacle non sta tanto nella politica in sanità ma nelle scelte irresponsabili di chi fa politica.. di chi progetta e gestisce la sanità sul territorio e la arma cinicamente in risorse umane inadeguate, selezionate sulla appartenenza e non sul merito del più bravo….col più bravo costretto magari ad obbedire all’incapace prodotto del sottogoverno….parola di incomprensibile significato , una prebenda in pratica per i fedeli, gli amici, non necessariamente capaci.
In questo panorama desolante si agita l’inferno del PS che qui si racconta tra barelle, sbarellate..codici gialli , verdi ..infinite attese ed inviti a rivolgersi altrove (…ma dove?).
A chi poi cita che sia un avvocato a governare la sanità ricordo che non andava meglio prima quando c’erano diplomati senza arte o medici laureati che , capaci o meno, dovevano obbedire a chi li aveva scelti, a chi li avrebbe fatti fuori a chi spacciava un interesse di parte come il “patto per la salute”. Ospedali distrutti…. il covid ha semplicemente rivelato questo girone dantesco in cui non ci si può sorprendere che “concorsi” e fabbisogni rimangano ignorati..non si è pensato in tempo per esempio ad un ricambio generazionale nella sanità pubblica , non si è pensato di affiancare in tempo il giovane medico ad un senior per farlo crescere in capacità e sicurezza..si immagina oggi di reclutare il neolaureato nel bronx della assistenza senza averlo formato…Scusatemi la metafora.. un pò quello che accadeva nelle guerre di tutti i tempi inviando i novellini in trincea dopo un addestramento di tre settimane..Ma chi volete che accetti? E con quale coraggio ( il coraggio oggi deve far parte della professione medica assediata spesso irresponsabilmente da j’accuse e procedimenti giudiziari..) e senso di responsabilità verso chi soffre e reclama salute? Scusatemi, si è confuso il progetto di chi studia medicina perchè vuole curare la gente, con quello di chi vuole uno stipendio, potere, ed un nido da burocrate e poco importa se è all’altezza del compito. Di fronte a questa confusione “consegnare le chiavi ” come dice il commento non è una resa vigliacca ma un atto fiero di rifiuto verso questo immiserimento di una sacrificata scelta di vita. Fare il medico sul serio è infatti tale, non si dovrebbe dimenticare.
Rammento che a Carini l’ospedale c’era e anche ottimo , serviva sia la zona del palermitano che quella del trapanese fino a Partinico , ma la politica ha preferito (!!) chiuderlo . Infatti oggi funziona solo come pronto soccorso , creando un grosso danno alla comunità