Palermo, i boss decidono dove piazzare i menù davanti ai ristoranti

Carne o pesce al ristorante? I boss decidono dove piazzare i menù

Così viene regolata la concorrenza nei locali del centro storico
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PALERMO – Ristoratori e pub si contendono ogni centimetro quadrato del basolato del centro storico di Palermo. Ci sono strade in cui le regole sono un orpello fastidioso. Dopo l’emergenza Covid c’è stata una deroga ai limiti di occupazione del suolo pubblico. Qualcuno ne ha approfittato.

Ognuno fa un po’ come gli pare. Chi le regole le rispetta finisce per soccombere, specie se deve misurarsi con chi può contare sull’amicizia dei signorotti di quartiere, i boss.

Nelle stradine strette di fronte al Teatro Massimo i turisti cercano la migliore proposta. Fanno una gincana fra i tavolini. I menù esposti sono il biglietto da visita per attirare i clienti che li consultano prima di scegliere dove consumare il pasto. La lista delle pietanze con i prezzi di un ristorante era troppo vicina a quella di un locale concorrente.

“Mi sono permesso di prendere il menù e metterlo qua e fuori dal tuo lato”, diceva Giuseppe Incontrera boss della Zisa, ammazzato a colpi di pistola a fine giugno. “Lo mettiamo qua e giustamente vi vuscate (buscate ndr) il pane tutti ed evitiamo”, aggiungeva.

Il titolare di un altro ristorante si era lamentato per quel menù piazzato troppo vicino al suo: “Sono attaccati, può essere che uno sbaglia e mi vado a sedere là”. Oltre ad autorizzare (e negare) l’autorizzazione per l’apertura di una sala da barba e punire le scappatelle extraconiugali di qualche testa calda, i mafiosi di oggi regolano anche il traffico tra i ristoratori.

Incontrera sapeva che era stata la prepotenza di una donna, legata da un rapporto speciale con un boss che conta, a spingere la sua furbizia.

L’importante era “non fare discussioni” ed evitare di “ammazzarsi come in cani”. Concorrenza sì, deregulation pure, ma almeno senza pestarsi i piedi.


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Commenti

    Penso che sia vevuto il momento che il Comune dia delle regole all’occupazione del suolo pubblico selvaggia che si e’ fatta in questi anni e si faccia pagare la tassa di occupazione. Ci sono strade dove hanno chiuso tutto, in via Maqueda non riesce a passare un ambulanza o ub auto della Polizia ,idem in via Discesa dei Giudici e tante altre strade del centro storico.

    Ci voleva troppo a capire che la deregulation , delle attività di un solo tipo , poi
    diventasse appetito di qualcuno ? Eppure in molti paventavamo e denunciavano
    e non sono stati ascoltati , è prevalsa l’idea del che bello un centro storico , rivitalizzato ,
    ma non riqualificato , oggi mortificato . Bella la piazza della Vucciria , con gli odori
    che sprigiona la sera ? Sembra la piazza di Marakesh , in piccolo , Ballarò , il tratto
    di via Maqueda dai quattro canti alla stazione ! È questo il centro storico sognato ?
    purtroppo l’eredità lasciata dalla precedente amministrazione , è pesante .
    E ci vogliono polsi , per non parlare di altri attributi per ripristinare la legalità.
    Gli abitanti vi sperano , non deludeteli , anche se ……..

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