Palermo, morte del maresciallo Lombardo: "Omicidio volontario"

Morte del maresciallo Lombardo, ora si indaga per omicidio

Il maresciallo Antonino Lombardo
La Procura di Palermo valuta la riesumazione della salma

PALERMO – L’inchiesta è ripartita. La Procura di Palermo ha aperto un nuovo fascicolo sulla morte del maresciallo dei carabinieri Antonino Lombardo. È a carico di ignoti, ma si procede per omicidio volontario. Un deciso cambio di passo, visto che per 28 anni la morte del maresciallo è stata classificata come “suicidio in caserma”.

Il 4 marzo 1995 il militare fu ritrovato in un lago di sangue, ucciso da un colpo di pistola, dentro la sua auto parcheggiata nel cortile della caserma che oggi ospita la Legione dei carabinieri di Palermo e porta il nome del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Possibile riesumazione della salma

Il procuratore Maurizio de Lucia ha assegnato il fascicolo ai pubblici ministeri Giovanni Antoci e Bruno Brucoli. I familiari del maresciallo, tramite l’avvocato Salvatore Traina, hanno sollecitato la nuova inchiesta, portando sul tavolo dei pm i risultati di tre consulenze che convergono sull’ipotesi dell’omicidio. L’avvocato Traina l’8 giugno scorso ha chiesto di riesumare la salma per accertare le reali cause del decesso. La Procura sta valutando la possibilità di eseguire l’autopsia.

L’avvocato Salvatore Traina

Stamani i figli del sottufficiale, Fabio e Rossella Lombardo, sono stati convocati a Palazzo dei Normanni dalla Commissione regionale antimafia. Ad escludere il suicidio sarebbero tre circostanze: la traiettoria del proiettile, il colpo che non è stato esploso con la pistola di ordinanza del carabiniere e la lettera di addio che non è stata scritta di suo pugno.

Lo scorso settembre i familiari hanno presentato un esposto-denuncia. Di anomalie ne sono state denunciate tante in questi anni. Due inchieste sono state archiviate, ora il terzo fascicolo. Lombardo aveva agganciato una serie di fonti, compreso don Tano Badalamenti, capomafia di Cinisi e boss della cupola di Cosa Nostra.

Il movente del delitto

Dopo avere dato un contributo fondamentale all’arresto di Totò Riina avrebbe dovuto recarsi negli Usa per portare in Italia Badalamenti. Non come collaboratore di giustizia, ma come persona informata sui fatti sui rapporti fra i corleonesi e rappresentanti delle istituzioni. La missione americana di Lombardo fu annullata. La settimana scorsa il legale ha guidato un pool di esperti che ha eseguito un sopralluogo in caserma. Ritengono di avere individuato il possibile movente del delitto. Lo metteranno presto nero su bianco a disposizione della magistratura.

La lettera di addio trovata accanto al corpo

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