Palermo, mercato low profile | E il monte ingaggi scende ancora - Live Sicilia

Palermo, mercato low profile | E il monte ingaggi scende ancora

Bruno Henrique detiene due record in una delle estati più povere degli ultimi tempi in casa rosanero.

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PALERMO – Tempo di bilanci, dopo un’estate particolarmente movimentata e un inizio decisamente caldo del mese di settembre. A Palermo si fanno i conti al termine di una sessione di calciomercato in cui ad andare via sono stati in tanti, i volti nuovi non mancano e c’è anche un conteggio meno esorbitante nelle entrate, ma soprattutto nelle uscite dalle casse societarie. Dodici giocatori non sono stati confermati rispetto al finale della scorsa stagione, otto sono arrivati nel corso della sessione estiva dedicata alle trattative e in due sono rientrati dai rispettivi prestiti, per una rosa che era stata consegnata a Davide Ballardini – e che ora verrà guidata da Roberto De Zerbi – e che sta provando ad amalgamarsi per vivere nel migliore dei modi una stagione sulla carta molto complicata.

Partiamo dagli acquisti, ancora una volta non proprio esosi. L’acquisto più caro, di fatto, è stato l’ultimo ad essere annunciato, ed è quello di Bruno Henrique dal Corinthians. Il più caro sul fronte del pagamento del cartellino, visto che il Palermo ha sborsato 3 milioni e 300mila euro per prelevarlo dal Brasile, ma anche sul piano contrattuale, visto che con i suoi 750mila euro a stagione il nuovo playmaker rosa sarà i giocatore con l’ingaggio più alto. Sopra il milione anche gli acquisti di Slobodan Rajkovic, prelevato dai tedeschi del Darmstadt per 1,5 milioni, e di Haitam Aleesami, per il quale gli svedesi del Goteborg hanno ricevuto un assegno da 1,2 milioni. Meno costosi gli arrivi di Alessandro Gazzi (dal Torino per 800mila euro), di Ilija Nestorovski (mezzo milione per prelevarlo dall’Inter Zapresic) e di Roland Sallai, arrivato in prestito oneroso da 300mila euro dalla Puskas Akademia, che percepirà poi altri due milioni e mezzo tra un anno per l’obbligo di riscatto. In prestito, infine, è Ouasim Bouy, ai quali si aggiungono lo svincolato Diamanti e i rientranti dai prestiti Fulignati ed Embalo. Poco meno di 8 i milioni spesi, ma che potranno arrivare a 10 non appena verrà riscattato il cartellino della stellina magiara.

Anche le entrate, a differenza di altre stagioni decisamente più fruttuose, si sono ridotte sul piano economico. Quindici i milioni incassati dal Siviglia per Franco Vazquez, le cui prestazioni in Andalusia potrebbero fruttare altri tre milioni legati ai bonus. Per il resto, il Palermo ha incassato poco durante l’estate. Poco più di tre milioni sono arrivati all’indomani del pareggio di san Siro, con il Newcastle che li ha sborsati per ingaggiare Achraf Lazaar, mentre all’inizio del mercato la Sampdoria ha esercitato, in cambio di 2 milioni e 300mila euro, il diritto di riscatto per Emiliano Viviano. Stessa cosa fatta anche dal neopromosso Pescara, che per appena un milione di euro ha riscattato Ahmed Benali. E le entrate, di fatto, finiscono qui. Il Palermo ha potuto di fatto risparmiare qualcosa sul piano degli ingaggi, visti gli addii di gente come Gilardino, Maresca e Sorrentino, oltre che di Ngoyi e Milanovic, mentre è lunga la schiera di giocatori partiti in prestito: tra questi i neo-aretusei Cassini, Pirrello e Toscano, ma anche La Gumina alla Ternana, Makienok al Preston North End, Alastra al Matera, El Kaoutari al Bastia, Monteleone al Padova, Accardi al Modena e, ultimo ma non ultimo, Struna al Carpi, con gli emiliani che riscatteranno lo sloveno in caso di ritorno in A. In totale, i rosa hanno incassato poco meno di 22 milioni durante il mercato.

Ma come si riflette l’ennesima rivoluzione nella rosa del Palermo, sul fronte degli ingaggi? Al termine del mercato estivo, il club di viale del Fante ha potuto raggiungere, almeno su questo fronte, la salvezza, visto che il monte stipendi dei rosanero è il sedicesimo in serie A, con venti milioni all’anno riservati per versare gli emolumenti ai calciatori: peggio (si fa per dire) del sodalizio guidato da Zamparini solo Chievo (18 milioni), Pescara (16,5 milioni), Empoli (15,5 milioni) e Crotone (14 milioni). Nella scorsa stagione, il Palermo iniziava la stagione con una rosa che percepiva complessivamente 24 milioni di euro in ingaggi, e questo dimostra che, considerando un gruppo di oltre venti calciatori, non è cambiato più di tanto sotto questo aspetto, anche se quattro milioni risparmiati sono grasso che cola di questi tempi. Con le partenze eccellenti di Sorrentino, Vazquez e Gilardino si è ridimensionato anche il primato del giocatore più pagato in rosa, che attualmente è il già citato Bruno Henrique con i suoi 750mila euro all’anno. A seguire Diamanti con 650mila euro a stagione e Giancarlo Gonzalez, il cui stipendio stagionale ammonta a 600mila euro.

Un conteggio, quello relativo al monte ingaggi che continua a scendere (già un anno fa si era scesi dai 30 milioni del 2014 ai già citati 24 del 2015), che è segno dei tempi che continuano a cambiare, e continuano a non farlo per il meglio, con i risultati sul campo e il ridimensionamento del club in sede di mercato che si riflette anche sul potere d’acquisto e sulla possibilità di elargire determinati ingaggi. Inevitabile, in questo senso, pensare a come sarebbe potuta andare la trattativa con Mario Balotelli se Zamparini avesse voluto – o potuto – allargare un po’ di più il cordone della propria borsa.


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Commenti

    L’unico fatto che conta è che zamparini non venderà debiti. Fondamentale per l’acquisto della società da parte dei cinesi o di Cascio. Se cosi non fosse sarebbe impossibile che il friulano tolga il disturbo. Quindi bene cosi. Non si può continuare a impegnare cifre sempre minori per tenere la squadra solo a livelli di sicurezza. Dobbiamo essere quelli di 7-8 anni fa. Il Palermo in quelle zone di classifica non interessa a nessuno. Non è che sia sbagliato puntare sui giovani e tenere un profilo basso, tant’è che con le stesse cifre del Palermo, Chievo ed Empoli stanno in A significativamente. Quello che non va è l’arroganza e i metodi di gestione di zamparini grazie al quale siamo diventati una barzelletta. Ovviamente per molti luminari che scrivono in questo blog, queste sono chiacchiere da contabili e zamparini si conta i soldi delle vendite e del paracadute (AHAHAHAH). Soldi non ne ha più nessuno e vendere è l’unica cosa possibile per non affondare. Lui vorrà rientrare ovviamente come è giusto che sia e alla fine riuscirà a farlo.
    L’importante é solo votare pagina….

    Non solo sul mercato, siete low profile proprio in tutto.

    Non me ne frega niente se Zamparini col bilancio è in perdita oppure no, l’ha voluta la bicicletta allora pedali, vuole fare il presidente di una squadra di serie A? allora sa benissimo che se vuole una posizione dignitosa in classifica e non la retrocessione deve spendere e mantenere i giocatori migliori altrimenti lasci perdere, nessuno gli ha imposto di fare per forza il presidente.

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