I negozianti 'della Santuzza' | "Rinasca la piazza del santuario" - Live Sicilia

I negozianti ‘della Santuzza’ | “Rinasca la piazza del santuario”

L'appello e le proposte dei titolari delle attività storiche, colpite da un drastico calo di visite

PALERMO
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PALERMO – Nell’immaginario collettivo palermitano, la visita a Santa Rosalia è quasi un passaggio obbligato. Nei suoi anni migliori, la piazza attraversata da via Pietro Bonanno, sul Monte Pellegrino, è stata meta di grandi flussi di visitatori; oggi, la stessa piazza chiede ascolto. I titolari di tutte e sette le storiche attività dell’area, cinque impegnate nella vendita di souvenir e due nel food, sono alle strette: i numeri dei visitatori non sono più quelli di una volta, la piazza versa in uno stato di decoro non all’altezza e l’esperienza della visita al Santuario di Santa Rosalia si è trasformata in poco più che una breve sosta. I commercianti hanno visto crescere esponenzialmente le difficoltà nel mantenere le attività, ormai aperte da generazioni. Il 3 ottobre il gruppo ha aderito a Confesercenti Palermo, e ora spera in un dialogo produttivo con il Comune e tutti gli attori che possano ‘salvare’ i luoghi della Santuzza.

A coordinare i negozianti è Ignazio Ferrante, che li descrive “un gruppo che abbraccia tre settori: commerciale, culturale e turistico. Queste attività, tutte regolari, sono letteralmente al servizio del turista e della Santuzza – spiega –: hanno bisogno del turismo per esistere, non essendo luoghi semplicemente di passaggio, ma sono anche parte integrante della zona e rappresentano un patrimonio storico e folkloristico legato a Palermo e Santa Rosalia. Di questo passo, però, per le famiglie che qui si procurano da vivere comincia a essere complicato anche solo sopravvivere”.

“Il problema non è che la gente non compra, ma portarla effettivamente lassù”. Nel tempo, e conti alla mano, i commercianti hanno messo a fuoco le cause del calo di visite: “Per esempio il fatto che sia chiusa da anni la via d’accesso più suggestiva, via Monte Ercta, ha creato un grande danno – dice Ferrante –. I tour operator non sono invogliati a portare così in alto i turisti, se non possono fargli vivere una vera e propria esperienza ma solo una piccola sosta: d’altronde, a pensarci, si perderebbero il panorama di Mondello e dell’Addaura, farebbero anche una breve permanenza in luoghi non più al passo coi tempi e poi tornerebbero dalla stessa strada da cui sono venuti. Non risulta allettante”. Il coordinatore sottolinea anche l’assenza di una vera rete sociale: “Non si tratta solo dei negozi, ma anche di mezzi pubblici efficienti o altre attrattive non commerciali: tutto questo nella piazza non c’è. Dato che la visita alla Santa è gratuita, l’unico modo per migliorare l’esperienza è un investimento per la comunità”.

“I commercianti vogliono essere parte di una riqualificazione della piazza e della creazione di un indotto serio – afferma Ferrante –. Sono attività storiche, ma non per questo non possono avere la capacità di rinnovarsi. Sacrosanti gli investimenti che riguardano il centro storico, ma non bisogna dimenticare quelle generazioni al lavoro da anni in zone meno frequentate durante tutto l’anno ma non per questo meno importanti. Ora queste famiglie sono in difficoltà – continua – e non possono uscirne da sole: facilitare il raggiungimento del posto, riattivare una ‘macchina del turismo’ strutturata e ravvivare la piazza sono interventi che hanno un certo peso. Dalla prossima settimana avvieremo dei confronti istituzionali – annuncia Ferrante – con i settori comunali Decoro urbano e Attività produttive per capire che soluzioni potremmo adottare per dare un aspetto uniforme e più vivibile all’intera piazza, ma anche con la Sovrintendenza dei Beni culturali per svolgere tutto nell’assoluto rispetto dei luoghi, così sacri e cari a tutti i palermitani”.


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Commenti

    Quello che dicono è in parte vero, la salita da Mondello chiusa non aiuta i visitatori che non hanno particolare interesse per la religiosità dle luogo.

    Per il resto, dico io, sarebbe assai importante inserire nel circuito turistico il castello Utveggio, valorizzare il profilo da trekking che ha il sentiero pedonale e soprattutto ripulire il terreno dagli alberi andati a fuoco e non più vivi. E fornire un servizio AMAT (anche a tariffa maggiorata) ogni 30 minuti e non ogni 90 minuti, che fa il visitatore, si sega le vene dopo aver visitato il santuario?

    Il piazzale panoramico: é una spianata d’asfalto, siamo sicuri che non sia possibile renderlo maggiormente attraente, oltre al panorama?

    Ed infine la piazzetta: l’impressione è oggi quella che ho avuto 40 anni fà quando per la prima volta mi hanno portato lassù e cioè quella di un bazar di infimo ordine.

    L’impressione generale è che Santa Rosalia sovrasti un mondo di bruttezze ma che potrebbe essere molto ma molto bello. A pensarci bene, il paradigma della nostra Sicilia.

    Salire al santuario significa pagare il pizzo al parcheggiatore non c’è via di scampo
    Purtroppo è così!!!

    Comune di Monreale: San Martino delle Scale Villaggio Montano. Zone abbandonate come se non facessero parte del territorio comunale. niente luce pubblica, immondizia da mesi accatastata, strade piene di buche ed erbacce ! una vergogna ! talune amministrazioni comunali sono a PERDERE. Tutto questo pagando regolarmente le tasse!

    devi pagare il pizzo al posteggiatore ma poi i commercianti che vendono una bottiglia d’acqua o un panino o qualcosal’atro, lo sanno quanto costa ? si informano dei prezzi paraticati a palermo? allora facciano anche un po di autocritica e abbassino i prezzi

    Non hanno speranze. Ma se nella rambla di via Maqueda il comune è totalmente assente, e siamo in centro, figuriamoci lassù cosa gliene frega.

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