PALERMO – Sarà Palermo a ospitare Manifesta 2018, la più importante biennale di arte contemporanea in Europa con sede ad Amsterdam. Dopo i flop delle candidature a capitale della cultura e dello sport, il capoluogo siciliano il primo luglio scorso è riuscito a vincere la corsa come sede dell’edizione 12 di Manifesta che si terrà fra quattro anni. Un impegno non indifferente per il Comune che, oltre a dover versare subito mezzo milione di euro, dovrà anche creare una fondazione ad hoc e investire nei prossimi anni 3,5 milioni. Lo slogan sarà “Feel the past, living the contemporary, design the future”.
La candidatura era stata avanzata dall’allora assessore Francesco Giambrone qualche mese fa: la biennale è uno degli appuntamenti più importanti del settore, insieme alla Biennale di Venezia, e ha la particolarità di essere itinerante. Quest’anno si svolgerà a San Pietroburgo e nel 2016 a Zurigo. La candidatura non è certo una novità, visto che era inserita anche nel programma di candidatura a capitale della Cultura del 2019 (basti pensare che nel comitato internazionale c’era anche Hedwig Fijen, fondatrice e direttrice di Manifesta), e proprio la biennale potrebbe essere l’occasione di riscatto per il capoluogo siciliano. Palermo punterà sul rapporto tra cultura e diritti e offrirà l’utilizzo dello Spasimo, della Gam, di Palazzo Riso, dell’Ecomuseo del Mare ma anche della Favorita e soprattutto dei Cantieri culturali della Zisa.
Oltre a mostre ed eventi culturali, è previsto anche un progetto espositivo che si terrà nell’estate del 2018 e durerà almeno 100 giorni. Il consiglio comunale dovrà approvare una fondazione, socio unico il Comune, per l’organizzazione della kermesse: si chiamerà Fm12Palermo (Palermo Manifesta 12) e avrà un consiglio direttivo di otto membri nominati da Palazzo delle Aquile e da Manifesta, tra cui anche un presidente (scelto da Manifesta) e un presidente onorario (scelto dal sindaco). Oltre a una quota di iscrizione di 541mila euro, Palermo dovrà investire 3,4 milioni più iva. Manifesta si impegnerà a trovare anche sponsor e finanziamenti pubblici.
“Apprendiamo con soddisfazione che la città di Palermo ospiterà un’importante manifestazione culturale nel 2018 (Manifesta) – dice in una nota l’rsu del comune di Palermo Nicolò Scaglione – ma in tempi in cui la cultura viene relegata a ultimo “capitolo” dei bilanci pubblici, dove fa scandalo scoprire che i musei regionali non aprono per “carenza” di personale, si trascura una realtà tutta palermitana che già da anni da lustro al lavoro dei pubblici dipendenti ed a tutti i cittadini palermitani, si tratta della Galleria di Arte Moderna di Palermo, la Gam. Da anni i lavoratori di questa struttura, con risorse assolutamente irrisorie a disposizione, grazie alla passione di chi dirige ed all’altrettanta passione e spirito di servizio dei lavoratori pubblici, ancorché per il 90% part time, garantiscono l’apertura nei giorni feriali e nei giorni prefestivi e festivi anche in orario serale ed alle volte notturno, al fine di garantire le numerose attività culturali in favore dei cittadini palermitani e degli ospiti di questa città che apprezzano molto i contenuti proposti dalla Gam di Palermo. Il servizio viene reso con grande senso di appartenenza all’amministrazione comunale e spirito di servizio ai cittadini palermitani, nella grave indifferenza dell’amministrazione attiva, che dà per scontato che i lavoratori debbano rinunciare ai propri diritti per garantire il servizio (cosa che spesso succede) e quando sporadicamente si trovano risorse aggiuntive, rivolge ad altri lo sguardo. Questa realtà palermitana merita attenzione da parte dell’amministrazione e rispetto da parte di tutti, poichè se questo non accadrà si rischia di veder fallire un esperimento positivo per la pubblica amministrazione, e di grande visibilità per la città perchè fino ad oggi la Gam rappresenta una rarità nel mondo culturale palermitano e siciliano. Anche nel trascorso ponte dell’Immacolata, la Gam è stata aperta senza che i lavoratori abbiano avuto preventiva certezza del pagamento degli emolumenti spettanti. Vale la pena di fare una plauso, almeno una tantum, a dei lavoratori pubblici (dai dirigenti ai lavoratori tutti) che rappresentano una eccellenza per lo standard delle strutture mussali palermitane e siciliane, sollecitando la giusta attenzione di chi di dovere verso una realtà assolutamente positiva ed attuale per tutti i palermitani, se vogliamo ancora credere nella cultura come motore economico sociale di questa città”.

